“L’ARTE DELLA MENZOGNA” : LA PAROLA A VALERIA CAVALLI

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Il Teatro Leonardo di Milano presenta fino a domenica 4 dicembre “L’arte della menzogna”, uno spettacolo scritto da Valeria Cavalli, che ha anche firmato la regia a quattro mani con Claudio Intropido. Ne è protagonista Andrea Robbiano.

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L’arte della menzogna” è la storia di Diego che non può fare a meno di raccontare ma soprattutto di raccontarsi bugie, proponendo al mondo un’immagine di se stesso stereotipata e omologata ai modelli approvati dalla società. Cerca così di soffocare una verità che gli pare inconfessabile: la sua omosessualità. Dopo il successo di “Fuori misura”, Andrea Robbiano torna a stupirci, divertirci e commuoverci con questo monologo che, di bugia in bugia, ci fa capire quanto sia ancora radicato il bisogno di adeguarsi alle convenzioni e quanto sia importante invece sbarazzarsene.

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Teatro.Online ha intervistato Valeria Cavalli, autrice e regista dello spettacolo.

E’ un po’ vero che chi racconta bugie lo fa di sicuro per convenienza personale, ma anche perché in fondo è una persona che non è mai cresciuta?”

Un po’ tutti raccontiamo le bugie. Ne esistono diversi gradi. Ci sono anche quelle raccontate per il bene di qualcuno. A volte si maschera anche un po’ la verità per renderla più accettabile, perché può essere dura. Però è vero che spesso dietro la bugia c’è anche tanto infantilismo. E’ giusto mettersi di fronte alla realtà delle cose. Non a caso ci sono tantissime fiabe, prima fra tutte Pinocchio, che racconta la storia di un bugiardo che alla fine arriva a capire il valore della verità”.

E’ più a se stesso o agli altri che Diego racconta bugie?”

A se stesso. Di solito le bugie ce le raccontiamo noi per primi. Diego è sicuramente molto bugiardo con se stesso e ha paura di quello che potrebbe dire. Teme di deludere e questo è un timore che sta spesso dietro le bugie. Ha paura di togliersi quella maschera che piace così tanto agli altri e di mostrarsi per quello che è, quindi di non essere accettato. Spesso dietro a un bugiardo si nasconde anche questa problematica”.

E lui ci crede alle bugie che racconta?”

In parte sì. Fino a quando a un certo punto una bugia diventa intollerabile e quindi qualcosa fa finalmente scattare in lui il desiderio di crescere e di mostrarsi per quello che è. Si guarda per essere poi guardato e accettato per la sua parte più difficile da accettare”.

Perché nel titolo presupponete che la menzogna sia un’arte?”

Perché dire le bugie è complicatissimo. Bisogna avere una memoria fantastica. La verità è inconfutabile, invece la bugia va architettata. Per raccontarle si devono fare delle costruzioni complicate. Vanno riempite di aggettivi e avverbi perché risultino il più possibile veritiere. Quindi adattare una bugia perché sembri vera è molto complicato. E’ un’arte”.

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