UN SALTO IN CIELO-BRECHTSUITE: INTERVISTA A ROMINA MONDELLO

 

E’ una prima nazionale quella in scena fino al 18 giugno al Teatro Menotti di Milano:  Un salto in cielo – Brechtsuite, diretto da Emilio Russo, con Andrea Mirò, Francesca Gemma, Lucia Vasini, Paolo Bessegato, Marco Balbi e Romina Mondello. Lo spettacolo è un viaggio alla scoperta del grande autore tedesco, della sua umanità, della malinconia per le cose del passato, del suo amore per gli esseri della terra e il suo sdegno per la crudeltà. L’opera di Bertolt Brecht con le musiche di Kurt Weill è un grande diario lirico, provocatorio e affascinante.

Teatro.online ha chiesto a Romina Mondello perché per il suo personaggio Judith capire e accettare le regole degli altri è l’unico modo per sopravvivere?

“Capire è per lei la condizione iniziale, poi arriva l’accettazione. Una battuta dice: “Perché devo tollerare tutto? Cosa c’è di sbagliato nella forma del mio naso e nel colore dei miei capelli?” La comprensione non arriva. Arriva l’accettazione di una realtà diversa e lontana da lei. Tant’è vero che Judith parte e lascia l’uomo che ama e la città in cui è nata con un grande dolore nel cuore e mille punti di domanda”.

Quanto viene messa in risalto la condizione di Brecht che ha dovuto continuare a scrivere le sue opere in un’Europa dominata dal nazismo?

“Il mio personaggio è la moglie ebrea di Brecht. Come in tutti i suoi scritti, c’è molto di autobiografico. Judith lascia Berlino e la sua condizione borghese per diventare una donna completamente diversa. Invece che in cielo fa un salto nel buio. Parte con una valigia piena di dolore e di speranza. Arriva ad Amsterdam. Non si fermerà, continuerà a viaggiare e a vagare senza una meta fino a quando sbarcherà a New York nel 1940. Lì verrà accolta dalla signora Giovanna e dalle sue donne. Si troverà in una condizione completamente diversa dalla sua, in cui il suo status è completamente ribaltato. Da giovane moglie abituata a giocare a bridge arriva in un bordello dove sarà costretta ad accettare la sua nuova condizione, che però la porterà ad essere felice perché libera”.

Lo spettacolo vede la partecipazione dei musicisti di Artchipel Orchestra: Marco Fior alla tromba, Andrea Baronchelli al trombone, Andrea Ciceri al sax alto, Carlo Nicita al flauto, Eloisa Manera al violino, Fabrizio Fogagnolo al contrabbasso, Luca Gusella al vibrafono e Mariangela Tandoi alla fisarmonica-

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