“CALENDAR GIRLS”: LA VIDEOINTERVISTA A LAURA CURINO

Il Teatro Manzoni di Milano propone fino a domenica 26 febbraio Calendar Girls, uno spettacolo scritto da Tim Firth e diretto da Cristina Pezzoli. Ne sono protagoniste Angela Finocchiaro, Laura Curino, Ariella Reggio, Carlina Torta, Matilde Facheris, Corinna Lo Castro, Titino Carrara, Elsa Bossi, Marco Brinzi e Noemi Parroni.

Full Monty al femminile?

Calendar Girls è una commedia di culto basata su un fatto realmente accaduto alla fine degli Anni Novanta in Inghilterra. Un gruppo di donne di mezz’età di un’associazione femminile legata alla chiesa, realizza un calendario di nudi artistici per una raccolta di beneficenza. L’iniziativa fece scalpore. Le modelle che posano nude per il calendario sono le attempate signore dell’associazione. La location dello shooting fotografico è la sala parrocchiale accanto alla chiesa, sede dell’associazione.

La parola a Laura Curino

Teatro.Online ha intervistato Laura Curino, una delle protagoniste dello spettacolo.

“Questa è una storia realmente accaduta, ma i fatti sono andati esattamente come racconta lo spettacolo?”

“Sì, i fatti sono questi, anche perché le signore originarie del calendario sono molto precise e agguerrite. Non avrebbero approvato né la sceneggiatura del film che precede il testo dello spettacolo né il testo né il musical che in gennaio è andato in scena a Londra. I fatti sono questi. Sono forse più complessi, perché nel poco tempo di uno spettacolo molte cose sono sintetizzate. Però sono veri, non c’è romanzo. E’ già abbastanza paradossale la storia”.

“Perché l’improvvisa e inaspettata fama mette a dura prova le protagoniste?”

“Bisogna capire che si tratta di signore normalissime che non vivono né in una grande città né in una piccola città di provincia, ma in un paesino dello Yorkshire. Pecore, campi, una vita molto semplice, controllata, monotona, ma con un controllo reciproco molto alto. Si sa tutto di tutti.

Il loro gesto è dirompente. Ha delle conseguenze tali che le tiene lontane dalle famiglie, dalla quotidianità e dalla loro vita reale per molto tempo. Le signore infatti gireranno prima per tutta la Gran Bretagna, ma poi ci saranno tournée in America, in Canada, in Australia e in tutto il mondo anglosassone. Infatti alcune di loro a un certo punto hanno detto basta. Si sono fermate perché volevano tornare alla quotidianità. Il successo è stato grande e ha raccolto tanta solidarietà su quel tema forte che è la lotta contro la leucemia. Ad un certo punto, però, hanno deciso che non volevano farsi ‘bere la vita’ e diventare professioniste dello spettacolo”.

“Ci vuole raccontare un po’ del suo personaggio, senza svelare troppo?”

“E’ facile, perché Annie si disegna già nei primi minuti dello spettacolo. E’ amica di Chris, che è  la capopopolo di tutte le amiche,interpretata da Angela Finocchiaro. C’è sempre quella che traina, che ha le idee un po’ più pazze. E’ comunicativa e simpatica. Come spesso accade a persone come queste, ha come migliori amiche delle persone molto tranquille che riequilibrano la loro intemperanza e irruenza. Annie ha un marito, adorato non solo da lei ma da tutto il gruppo. E’ uno di quegli uomini che sanno stare con le donne, capaci sempre di ascoltare, di dire la cosa giusta e divertire. E’ una persona molto simpatica che si ammala di leucemia. Quando John viene a mancare, ad Annie crollatutto l’universo.

Chris le è vicina, ma questa storia e questa perdita le fa sembrare in fondo ininfluente qualsiasi altra convenzione sociale e qualunquealtro problema. Così, quando arriva la proposta scioccante di Chris per comprare un divano nuovo all’ospedale, il divano tutto sfondato dove hanno aspettato per tanto tempo John durante le ultime cure, a Chris viene l’incredibile idea del calendario. Annie, imprevedibilmente per una persona come lei, lo fa. Lo fa perché quando la vita ti coglie in momenti così duri e difficili, quello che ti importa è arrivare ad un obiettivo semplice come quello di comprare un divano nuovo. Poi sappiamo che comprarono in prima battuta un’ala nuova dell’ospedale”.

“Quanto c’è di Calendar Girls in Full Monty e quanto di Full Monty in Calendar Girls?”

“C’è la stessa capacità di toccare il fondo e l’idea di darsi una spinta con un senso di rivendicazione alla gioia di vivere. I signori di ‘Full Monty’ devono mantenere le loro famiglie e lavorare. Lo vogliono fare ad ogni costo. Il gesto assurdo di questo gioco allo strip-tease diventa anche un gesto in cui si riconciliano col mondo, Perdere un lavoro infatti vuol dire perdere la propria identità. Come succede a tante coppie che stanno molto bene insieme dopo tanto tempo, per Annie la perdita di John è una perdita di identità. Quindi credo proprio che questi due momenti si possano avvicinare. Siamo sempre stati abituati, anche dai vecchi film, a vedere gli inglesi che si risollevano nei modi più incredibili”.

(intervista e riprese video realizzate da Andrea Simone)

Dopo le date milanesi, Calendar Girls sarà al Teatro Verdi di Firenze dal 2 al 5 marzo 2017.

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