GIOBBE COVATTA, UNA “DIVINA COMMEDIOLA” DEDICATA AI BAMBINI

 

E’ La Divina Commediola, uno spettacolo scritto, diretto e interpretato da Giobbe Covatta, a inuagurare la stagione del Teatro Delfino. In scena fino all’8 ottobre e da sempre impegnato nel sociale, Covatta ci presenta questa volta una sua versione personale della Divina Commedia totalmente dedicata ai diritti dei bambini: al di là del divertente commento del comico napoletano, si nascondono contenuti molto seri e a volte drammatici. Per Covatta portare all’attenzione del pubblico i modi più comuni con cui questi diritti vengono calpestati equivale a diffondere una cultura di rispetto, di pace ed eguaglianza per tutte le nuove generazioni.

 

La parola a Giobbe Covatta

“Com’è nata l’idea di una Divina Commedia interamente dedicata ai diritti dei minori?”

Non è un’idea che è venuta a me. L’ha scritta un poeta del 1278. Un sommo poeta che si chiamava Ciro Alighieri. Era il cugino e ha scritto questa cosa molto bella. Io sono molto invidioso di Ciro, avrei voluto scriverla io. Invece l’ha scritta lui ed è poesia pura. E’ tutta sulla carta dei diritti dell’infanzia. E’ una cosa bellissima e io mi limito a commentarla come fa Roberto Benigni, che prima legge e poi commenta. Io prima leggo e poi commento. Poi lui la rilegge per intero perché non si accontenta della prima lettura. Io invece esco di scena prima, perché altrimenti mi menano.

“In che modo intendi sensibilizzare il pubblico su un tema così importante?”

Io non intendo sensibilizzarlo, ma incuriosirlo. I comici fanno i comici, il loro dovere è far ridere il prossimo loro come se stessi, ma più di quello non fanno. Poi, se c’è un argomento che come in questo caso io presumibilmente conosco meglio di quanto non conoscano le altre persone del pubblico, allora ne approfitto per raccontarglielo, sperando che qualcuno si incuriosisca. Però la mia intenzione non è certo quella di risolvere i problemi dell’Africa. Mi avete guardato bene in faccia? Non ce la faccio proprio, magari potessi!

“E’ una divisione del mondo tra buoni e cattivi quella che presenti?”

No, è una divisione del mondo tra fortunati e sfortunati, tra chi ha vinto alla lotteria e chi ha perso. La sostanza è questa. Uno non decide come, dove e quando nascere: nasce. E se gli va bene, nasce in un posto dove tutto funziona. Con tutti i distinguo, però, perché nascere dove tutto funziona non significa necessariamente essere più fortunati di chi nasce in un posto dove le cose funzionano meno. Nasce in un luogo dove la qualità della vita è alta. Altri invece nascono in un posto dove la qualità della vita è bassissima. E’ questa la differenza, indipendentemente da tutto.

“In che modo comicità e impegno nel sociale possono diventare un binomio ultravincente su tutta la linea?”

Non lo so, mi sembra quasi di ripetermi, però ho avuto il privilegio di vedere gran parte di questo pianeta. Mi incuriosiscono molto i bipedi che ci camminano sopra. Per cui, ogni volta che sono andato in tanti posti per molto tempo, ho tentato di scambiare opinioni e informazioni con gli abitanti di quel posto, di capire chi fossero loro e di cercare di raccontargli chi fossi io. Tutto questo è sempre avvenuto attraverso alchimie improbabili, perché le lingue su questo pianeta sono un’infinità e quindi io ne parlo veramente poche rispetto a quelle che si parlano in giro. Io sono meridionale e parlo a gesti, ma alcuni di loro sono più meridionali di me! Questo è il mio privilegio.

Dopodiché, se tornando a casa riesco anche a raccontare qualche cosa di queste avventure che mi capita di vivere, devo dire che non corrisponde mai a quello che immaginano dell’avventura i bambini, ovvero quello che mi piace raccontare: le grandi onde, i grandi deserti o le traversate con la sete che ti attanaglia. Le avventure più grandi sono proprio quelle che si vivono con le altre persone e sono bellissime, perché anche le altre sono belle e me ne sono capitate di tutti i colori, ma fanno parte di un bagaglio strettissimamente personale. Invece quelle vissute insieme ad altri fanno parte di una condivisione molto più articolata e nobile.

(intervista e riprese video di Andrea Simone)

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