“MAESTRO!”, STEFANO DE LUCA RACCONTA GIORGIO STREHLER

Stefano De Luca

In collaborazione con il Piccolo Teatro arriva al Teatro della Cooperativa di Milano fino al 5 ottobre Maestro! Memorie di un guitto. Si tratta di uno spettacolo scritto, diretto e interpretato da Stefano De Luca, in cui il protagonista rende omaggio alla memoria del più grande pilastro portante del teatro italiano: Giorgio Strehler.

Con toni confidenziali e slanci immaginifici, Stefano De Luca diverte e commuove, raccontando aneddoti personali e soprattutto tracciando un ritratto privato del suo più grande maestro, quel Giorgio Strehler che ha segnato il teatro italiano del dopoguerra. Non un deus ex machina, nume tutelare solenne e distante, ma un uomo di straordinarie virtù e manifesti difetti. 

 

La parola a Stefano De Luca

“Questo monologo è soprattutto un omaggio a Strehler, ma si parla tanto anche di te e della tua storia personale. Mi interessa molto approfondire questo aspetto”.

Sì, il maestro del titolo è Giorgio Strehler che ho avuto la fortuna di incontrare di persona nel 1987. E’ stato un incontro curioso, che però non racconterò adesso ma nello spettacolo, e che in realtà è avvenuto dieci anni prima, nel 1977. E’ sicuramente un omaggio a Strehler e alla ricorrenza del ventennale della sua scomparsa. Ho sentito il desiderio di ripagare il debito di gratitudine verso questo maestro da cui ho avuto la fortuna di imparare moltissimo. Quando si incontrano certe personalità, ti cambiano davvero la vita. Mi è successo questo con Strehler, ed è molto tempo che ho voglia di raccontare qualche frammento della mia esperienza. Quella cioè di un ragazzo arrivato dal Sud alla fine degli Anni Ottanta.

Io sono napoletano, ma a quei tempi abitavo in Puglia con mia madre. Sono arrivato a Milano alla corte di Strehler in un mondo incredibile. Mi ricordo che stava provando con Riccardo Muti alla Scala il “Don Giovanni”. Venni scaraventato dentro a un meraviglioso luna park fatto di teatro. Ho passato dieci anni con lui, fino a quando il Maestro non se n’è andato nel 1997. Io stavo debuttando con il mio secondo spettacolo. Quindi ci sono tante storie, che definirei “lezioni di teatro”, ma non soltanto, anche di vita. Mi  è capitato di apprenderle nei modi più strani, imprevedibili, curiosi e anche molto divertenti.

“Qual è stato il più grande insegnamento che ti ha dato Strehler?”

Sicuramente il valore che viene dato a questa cosa strana e misteriosa che chiamiamo teatro. Il valore profondo di questo atto che è il ritrovarsi insieme a raccontarsi delle storie. E’ una cosa che ci fa sentire umani, che fa da specchio a noi stessi con gli altri e che ci lega davvero alle altre persone. E’ il valore di questo strano mestiere che è il teatro.

“Hai qualche aneddoto particolare da raccontarci riguardo al tuo rapporto con lui?”

Ne ho tantissimi, ma per sentirli dovete venire a vedere lo spettacolo! Vi anticipo che parlo del mio primo provino con Strehler nel 1987, che fu incredibile. Definirlo tempestoso è riduttivo, è stata un’esperienza veramente straordinaria. Per questo faccio questo spettacolo: io non faccio l’attore, sono un regista. Quindi per me andare in scena è qualcosa di strano, anche un po’ difficile. In questo caso vinco il mio imbarazzo di stare in scena perché voglio che arrivi qualcosa a quelli che non hanno mai incontrato Strehler, che non hanno mai visto i suoi spettacoli né le sue prove. Questo monologo è soprattutto destinato alle giovani generazioni di teatranti che non lo hanno conosciuto, che in questo modo potranno capire un po’cosa significasse fare teatro a quei tempi con una personalità come quella di Giorgio Strehler.

“Vogliamo parlare anche del Giorgio Strehler che sapeva essere spietato e durissimo con i suoi allievi?”

Nello spettacolo parliamo anche di questo. Lui era una personalità talmente forte che poteva essere terrorizzante. Era però così perché aveva un’energia umana e teatrale talmente inarrestabile che certamente poteva essere difficile stare a contatto con lui. Ho visto molti attori di fama consolidata piangere e nascondersi dietro le quinte per il terrore di entrare in scena ed essere criticati da Strehler. Però riusciva davvero anche a tirare fuori il meglio da ognuno di loro. Quindi anche il suo modo di fare così irruento faceva parte della sua personalità ed era un modo “maieutico” un po’ incisivo, ma portava sempre a cercare di far superare il limite.

(intervista e riprese video di Andrea Simone)

Maestro – Memorie di un guitto sarà al Teatro Libero di Milano l’11 ottobre, allo Spazio Banterle di Milano dal 20 al 22 ottobre, al Teatro Sociale di Como il 17 dicembre e al Piccolo Teatro di Milano il 21 dicembre.

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