“I DUE VOLTI DELLA PAURA”: INTERVISTA AD ALESSANDRO PAZZI

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Per tre weekend, il 19, il 20, il 26, il 27 novembre e il 17 e il 18 dicembre, il Pacta Salone di Milano propone “I due volti della paura” . E’ uno spettacolo tratto dai racconti di Edgar Allan Poe e Howard Phillips Lovecraft. Si tratta di una prima assoluta, un reading scritto e interpretato da Alessandro Pazzi.

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Edgar Allan Poe e Howard Phillips Lovecraft sono due mostri sacri della letteratura dell’orrore e del soprannaturale. Due modi di concepire la paura: Poe si concentra sull’uomo, sulla malattia mentale e fisica, sulla morte e la paura che nasce da un senso di colpa e dai demoni che ogni essere umano si porta dentro. Per Lovecraft la paura ha ben poco a che fare con l’umano: il terrore vero deriva da ciò che non conosciamo, da esseri innominabili che si nascondono in luoghi segreti. Attraverso la voce di un attore che legge due racconti e i disegni di un illustratore che fanno da scenografia, si entra nel mondo pauroso e ignoto di questi due classici.

Teatro.Online ha intervistato Alessandro Pazzi, autore, regista e interprete dello spettacolo.

Portando in scena questi due autori, hai voluto presentare due modi di concepire la paura?”

Sì, esattamente, perché sono due autori a specchio. Tutti e due hanno scritto tantissimo, soprattutto Lovecraft. Poe rappresenta la paura dei demoni che ciascun uomo ha dentro di sé, quindi di quello che può succedere a noi come persone. Lovecraft rappresenta invece la paura al di fuori: qualche cosa nella natura o nel mondo che ci circonda. Una sensazione che ci fa scivolare in un universo parallelo, non necessariamente soprannaturale. Nei racconti che ho scelto io, Il gatto nero di Poe e Nella cripta di Lovecraft ci sono due personaggi che scivolano nel mondo della paura e del sovrannaturale partendo da due situazioni opposte. Nel Gatto nero è lui che crea la situazione della paura e dell’horror. Invece Nella cripta a questo personaggio succede una cosa per cui è lui che scivola nell’orrore perché accade qualcosa all’esterno. Quindi Poe è interno e Lovecraft esterno”.

In Poe da che cosa nasce la paura?”

Nasce da una rabbia repressa o dai demoni del passato che ci portiamo dentro. Prende vita da quella sottile inquietudine e da quel malessere soprattutto del quotidiano. Per esempio, nel Gatto nero lui uccide la moglie semplicemente per un errore, perché il gatto che aveva preso gli dava molto fastidio. Lui vuole uccidere la bestia ma per errore uccide la moglie. Quindi in Poe nasce da una situazione assolutamente quotidiana”.

Perché invece in Lovecraft la paura ha ben poco a che fare con l’umano?”

Perché per esempio Nella cripta succede che il protagonista è un becchino e si trova chiuso di notte nella camera mortuaria del cimitero che cura. Quindi sono i morti che parlano, è qualcosa che sta al di fuori”.

Come mai questa tematica ti ha affascinato così tanto?”

Tutto è partito dai disegni di un bravissimo illustratore, Lorenzo Vergani, che è in scena con me in una sorta di allestimento di museo degli orrori chiuso. Lui piano piano svela questi quadri e questi disegni che ha fatto. Sono disegni di volti umani congelati. Io ho visto questi volti e ho riconosciuto la paura che tutti noi abbiamo. E’ la stessa che hanno anche i bambini, come quella del buio o dell’ignoto. O anche quella che abbiamo quando ci perdiamo in una città che non conosciamo, quando abbandoniamo una strada e ne prendiamo un’altra.

Nei suoi disegni ho visto quella sottile disperazione e quel sottile disagio. Lui mi ha confessato di averli fatti in un momento in cui voleva in qualche modo mistificare la sua angoscia, renderla quasi innocua. Paradossalmente ha creato questi volti. Per esempio ci sono i capelli che sembrano fatti quasi tutti di vermi. Lui dice: ‘C’è chi si dedica ai Mandala per rilassarsi e chi fa capelli ingarbugliati per distendere i nervi’. Allora mi sono riproposto di farlo come effetto catartico. Regaliamo queste storie per esorcizzare la paura. Proprio come si fa con i bambini quando gli si dice che il buio non è così pauroso. Sono dei racconti bellissimi che non tanti conoscono, soprattutto quelli di Lovecraft. E’ un autore meno conosciuto ma che ha regalato dei racconti straordinari”.

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