“FASSBINDER L’ETRANGER”: INTERVISTA A PAOLO TROTTI

Rainer Werner Fassbinder

Il Teatro Linguaggicreativi di Milano propone per sei serate a marzo, il 10, l’11, il 12, il 17, il 18 e il 19 Fassbinder l’étranger. Si tratta di uno spettacolo scritto e diretto da Paolo Trotti, che vede protagonisti Stefano Annoni, Diego Paul Galtieri, Federica Gelosa e Marialice Tagliavini.

La figura di Rainer Werner Fassbinder

Attraverso la rilettura del testo Preparadise sorry now di Fassbinder, lo spettacolo affronta la figura di Rainer Werner Fassbinder.  Fu un poeta profondamente politico, capace di influenzare generazioni di cineasti, scrittori ed artisti a livello europeo, fino ad arrivare ai nostri giorni. Il testo di partenza analizza la relazione di dipendenza e di potere tra un uomo e una donna. Esaltazione, mitomania, narcisismo, sono le caratteristiche di lui che portano lei, all’apparenza una brava ragazza, a diventarne succube e complice, al punto di trasformarle in una delle più famose coppie di serial killer della storia.

Un’altra immagine di Rainer Werner Fassbinder

Teatro.Online ha intervistato Paolo Trotti, regista e autore dello spettacolo.

La parola all’autore e regista

“In che modo avete affrontato la figura di Fassbinder politico?”

“Io sono l’autore e sono partito da due testi di Fassbinder. Uno è il ‘Preparadise sorry now’, che è un testo poco rappresentato. L’ho visto una ventina d’anni fa all’Elfo. So che i Motus ne hanno fatto una parte, ma non tutto. Poi sono partito da ‘I film liberano la mente’. Si tratta di una raccolta di articoli e scritti vari di Fassbinder. A un certo punto, in un articolo, Fassbinder paragonava la situazione del cinema tedesco degli Anni Settanta a quella del cinema italiano e degli autori politici. Denunciava la totale mancanza di film politici in Germania e la totale assenza di ricordo di quello che era stato il nazismo rappresentato nel Settantotto tedesco. Questo mi ha un po’ fatto venire in mente che oggi in Italia, tranne poche eccezioni rare, c’è una mancanza di cinema e di teatro politico.

C’è un avvicinarsi a delle posizioni populistiche, che sono le stesse che hanno fatto nascere il fascismo e il nazismo. Per cui ho preso questo testo di Fassbinder in cui due inglesi nel dopoguerra si incontrano. La chimica che si produce tra di loro fa partire questa serie di omicidi. Iniziano con delle violenze private tra loro due. Poi a un certo punto la violenza privata non basta più. Sentono che devono comunicare il verbo all’esterno e la casa in cui vivono esplode e dilaga nel mondo. Da lì iniziano questa serie di uccisioni di bambini”.

“Quali sono le caratteristiche di dipendenza e potere che ci sono nella relazione tra l’uomo e la donna?”

“In questo caso c’è una persona che è senza famiglia, che scappa dalle relazioni. Questo avviene perché era fidanzata con una persona che la voleva sposare. Lei però scappa e va a Londra. Dall’altra parte c’è un uomo, che è stato un criminale poi riabilitato e che è entrato nel circuito produttivo e lavorativo. I due si incontrano e lui è la parte di forza. Per cui è coercitivo nei suoi confronti, sia a livello psicologico che fisico, e la convince a entrare in questo suo mondo oscuro”.

“Quanto è importante il contesto storico?”

“Il contesto storico non è importante. Anche Fassbinder lo aveva messo nell’immediato dopoguerra, ma potrebbe essere collocato in qualsiasi momento. Il rapporto di relazione vittima-carnefice, in cui la vittima poi diventa a sua volta carnefice di altri, esiste dalla nascita del mondo e delle relazioni umane”.

“In che modo i personaggi trovano la loro rivincita?”

“Questi personaggi non hanno rivincita. Ce l’hanno le vittime. Una volta che vengono incarcerati, iniziano a discostarsi da quello che hanno fatto. Non c’è mai stato un pentimento, per cui non c’è possibilità di uscita per loro due”.

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