“IL MATRIMONIO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE” : LA PAROLA A PIA ENGLEBERTH

Il Teatro Martinitt di Milano presenta dal 12 al 29 gennaio Il matrimonio nuoce gravemente alle salute. Si tratta di una commedia che prende in giro convenzioni borghesi e all’antica tipicamente italo-cattoliche su un testo scritto però da Elodie Wallace e Pierre Leandri, due autori francesi. Ne sono protagonisti Fabio Ferrari (i non più giovanissimi lo ricorderanno come il Chicco Lazzaretti dei Ragazzi della 3 C), Silvia Delfino, Pia Engleberth e Maurizio d’Agostino . La regia è firmata da Massimo Natale.

I protagonisti sono Romeo e Sofia, una coppia che convive da qualche tempo senza essere sposata. A portare i pantaloni in casa è però Sofia, che grazie al suo lavoro di rampante pubblicitaria dal consistente stipendio ha potuto mettere Romeo nella condizione di non dover lavorare, permettendogli di fare solo il casalingo disperato. Una situazione di ruoli ribaltati che però Michelina, la madre di lui, non potrebbe mai accettare. L’uomo è uomo e deve lavorare. La donna è donna e deve stare in cucina. Per non far scoprire la verità a quel mostro di suocera matusalemme, si scatenerà l’inferno. Basterà il piano d’emergenza messo in atto dalla coppia per salvare la situazione?

Teatro.Online ha intervistato Pia Engleberth, protagonista della commedia.

“Iniziamo parlando un po’ del suo personaggio senza svelare troppo”.

“Io sono Michelina, secondo me il personaggio più divertente della commedia. E’ una donna con un carattere durissimo e soprattutto all’antica. Per lei l’uomo deve essere quello che va a lavorare e la donna quella che sta in casa a fare i lavori domestici. Ovviamente tutto è portato alle estreme conseguenze perché avviene in una commedia che è quasi una farsa. Romeo  è la sua proiezione ideale di figlio maschio. Si è però sottratto alla sua idealizzazione perché in casa cucina, mentre la moglie è una pubblicitaria affermata che guadagna un sacco di soldi. Siamo quindi di fronte a un rovesciamento di ruoli molto divertente”.

“E’ stato interessante per lei interpretare questa parte?”

“Sì, anche perché il figlio è terrorizzato che la madre venga a scoprire quest’inversione di ruoli. Quindi obbliga la propria compagna a travestirsi da donna di casa e lui fa finta di essere il pubblicitario. Questo dà luogo a una serie di equivoci pazzeschi. Mi diverto a interpretare questo personaggio così rigido nei suoi pensieri perché ha un’immagine della coppia appartenente agli Anni Cinquanta.”.

“Perché la convivenza è ancora così mal vista nel 2017 da alcuni benpensanti?”

“Credo che non sia più così. Per pensarla in questo modo, le persone devono avere una mentalità molto chiusa. Dal mio punto di vista non è mai stata una cosa scandalosa. Anzi, la convivenza senza matrimonio è una cosa importante per conoscersi. Tanto tempo fa le ragazze si sposavano giovanissime, senza avere alcuna conoscenza”.

“Come si sposano, tanto per restare in tema di matrimonio, la verve degli autori francesi con la recitazione italiana?”

“Secondo me i francesi hanno sempre una grande grazia nel disegnare i personaggi. Non scadono mai nel cliché di voler far ridere per forza. E’ tutto molto giocato sui contrasti e sui colpi di scena. Ovviamente c’è la consapevolezza di voler far ridere perché il pubblico viene sorpreso da una serie di trovate. Non siamo di fronte alla comicità un po’ pacchiana della commedia all’italiana. Non parlo ovviamente di Dino Risi e di altri geni, ma di quella attuale. Questa invece è una commedia secondo me molto raffinata ed esilarante. Da ciò si capisce che si può far morir dal ridere senza scadere a un basso livello”.

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