IL JUKE BOX UMANO DEGLI OBLIVION: PARLA DAVIDE CALABRESE

Dopo il successo dello scorso anno torna il gruppo musicale e teatrale più irriverente che ci sia: gli Oblivion sono infatti di nuovo al Teatro Leonardo di Milano dal 31 gennaio al 19 febbraio con The human jukebox. Graziana BorcianiDavide CalabreseFrancesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli ripropongono il loro repertorio fatto di parodie di canzoni della musica italiana. Cinque attori contro tutti. Un jukebox vivente che mastica tutta la musica e la digerisce in diretta in modi mai sentiti prima.

Cavalli di battaglia e novità

Chi li conosce sa che prendono in giro i più grandi nomi della musica internazionale e italiana, parodiando le canzoni più famose. Chi non sa chi sono imparerà ad amarli e apprezzarli, grazie anche a importanti novità aggiunte di recente nel loro repertorio, come i Negramaro in versione jodel o la spassossima “Vorrei ma non ho posto”, esilarente parodia del brano di Fedez e J-Ax.

La parola a Davide Calabrese

“Tu sei autore e colonna portante degli Oblivion. C’è stato un criterio nella scelta dei brani o li avete selezionati a caso?”

“I brani per ‘The human jukebox’ sono scelti a caso ogni volta, perché la scaletta è composta dal pubblico, cui noi chiediamo di scrivere il proprio cantante preferito su un foglietto all’inizio dello spettacolo. Poi estraiamo a caso. A seconda di quello che hanno scritto, eseguiamo le canzoni. Quindi tutto cambia ogni sera”.

“Dunque improvvisate? Perché ovviamente non potete saperlo prima”.

“Devo essere onesto: non siamo dei grandissimi improvvisatori. Non abbiamo mai studiato improvvisazione. Credo che sia una forma d’arte piuttosto distante da noi perché abbiamo una formazione musicale e una testa piuttosto ‘quadrata’. Noi abbiamo un repertorio illimitato, un grande archivio da cui il pubblico può attingere. I più richiesti di solito sono Riccardo Cocciante, Eros Ramazzotti e Lucio Battisti. Facciamo un figurone con poco!”

“Quale cantante o gruppo si presta di più a essere bersaglio di satira?”

“Ti stavo per dire quelli vecchi, perché noi prendiamo in giro Pupo, Albano, Toto Cutugno. Però alla stessa maniera scherziamo anche su Marco Mengoni, Giusy Ferreri, Mika e Chiara. Non avrei una posizione al riguardo, sono tutti piuttosto buffi. Direi che la domanda più interessante è quale cantante può essere immune da una presa in giro”.

“E chi è?”

“E’ questo il bello: nessuno”.

“C’è mai stata una delle vostre ‘vittime’ che ha commentato i vostri sketch?”

“No, finora no. Noi possiamo fare tutto quello che ci pare, prendere anche in giro il Presidente del Consiglio, tanto la cosa rimane abbastanza innocente”.

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