“PETER PAN – IL MUSICAL”: 4 DOMANDE A GIORGIO CAMANDONA

“Grazie a Peter Pan sogniamo ancora”

Una mossa acrobatica di Giorgio Camandona

La colonna sonora di Edoardo Bennato e 20 performer in scena diretti da Maurizio Colombi. Sono questi i punti di forza di Peter Pan – Il musical. Lo spettacolo, fresco di festeggiamenti per il decennale del suo debutto, è in scena al Teatro degli Arcimboldi di Milano fino all’8 gennaio.

Il cast capitanato da Giorgio Camandona nel celebre ruolo del ragazzo che non vuole crescere mai comprende due graditi ritorni: Marta Rossi nel ruolo di Wendy e Pietro Pignatelli in quella di Uncino. Sul palcoscenico anche Mimmo Chianese (Spugna), Laura Fiorini (John Darling), Giorgio Arena (Michael Darling) Pamela Scarponi (nel doppio ruolo di Giglio Tigrato e della signora Darling) e tutto il nutrito gruppo di Pirati, Indiani e Bambini Sperduti.

Giorgio Camandona

Il musical può vantare un altra punta di diamante: la tecnologia degli effetti speciali di un drone, che alzandosi in volo sulla platea renderà ancora più suggestiva la pièce.

Teatro.Online ha incontrato il protagonista Giorgio Camandona e gli ha fatto qualche domanda sullo spettacolo.

“Che valore aggiunto hanno dato le canzoni di Edoardo Bennato?”

“Credo che siano le colonne portanti dello spettacolo. In particolare per tutti e in generale per me. Sono musiche che ascolto da quando ero bambino. E’ stato molto emozionante poterle ricantare nel ruolo di Peter Pan. Sono perfette per il modo in cui è stato scritto lo spettacolo. Per esempio la canzone ‘La fata’ è sempre stata una di quelle che mi ha emozionato di più. Rappresenta un momento molto particolare per il personaggio. Tocca infatti le sue paure più grandi come quella della solitudine. Poi c’è il timore di aver perso la speranza e di non avere più Trilly, che rimane la sua ultima certezza quando tutti ne se sono andati via. Per me rappresenta un momento molto intenso dal punto di vista artistico. Tutto è coronato da questa splendida canzone”.

“In che modo Peter Pan incarna un sogno?”

“Il motivo per cui grandi e bambini a teatro si commuovono con questa storia è dovuto al fatto che racchiude alcuni aspetti appartenenti a un sogno. La potenza della trama è tutta qui. La capacità di volare è uno dei primi poteri che per un bimbo rientrano nella dimensione onirica. Credo che agli adulti Peter Pan dia di nuovo la possibilità di tornare a sognare come si fa da bambini. Cioè con la stessa ingenuità e la purezza che soltanto i bimbi riescono ad avere. Io dico sempre che tutti noi siamo stati piccoli. Grazie a questo spettacolo, abbiamo l’opportunità di riscoprire il bambino che c’è in noi e di cui a volte ci dimentichiamo”.

“Quali sono le caratteristiche del tuo personaggio?”

“Amo definire il mio Peter Pan un guerriero gentile. E’ spesso un combattente, perché si trova a salvare chi gli è più caro e perché duella con Uncino e i cattivi. Però ogni cosa è sempre contornata da un alone di gioco perché tutto è vissuto come devono viverlo i bambini.  Peter fa dei gesti eroici da adulto ma rimane un bambino. Quando tira fuori la sua parte più grintosa riesce a essere sempre puro come un bimbo. Cerco di portare in scena un eroe coraggioso, che alterna audacia, purezza e ingenuità”.

“Ti è mai capitato di identificarti in lui e di trovare dei punti in comune con il suo carattere?”

“Assolutamente sì. Il più classico è quello studiato come ‘Sindrome di Peter Pan’. Banalmente è la paura di crescere. Nel mio caso rappresenta soprattutto il timore del tempo che passa e dei cambiamenti che avvengono nella vita”.

Dopo le repliche al Teatro degli Arcimboldi di Milano, Peter Pan – Il musical sarà al Teatro Verdi di Firenze dal 13 al 15 gennaio. La tournée proseguirà al Teatro Colosseo di Torino dal 27 al 29 gennaio; al Politeama di Genova dal 2 al 5 febbraio e infine al Regio di Parma il 7 e l’8 febbraio.

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