“IL ROMPIBALLE”: LA PAROLA A MAX PISU

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Il Teatro Martinitt di Milano presenta fino a domenica 27 novembre la commedia “Il rompiballe” di Francis Veber. Uno spettacolo diretto da Marco Rampoldi che vede protagonisti Max Pisu, Claudio Batta, Claudio Moneta, Stefania Pepe, Roberta Petrozzi e Giorgio Verduci.

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Un killer assoldato per far fuori un uomo politico prima che possa fare rivelazioni scomode è appostato alla finestra di una camera d’albergo in attesa della sua vittima. Una situazione delicata che richiede concentrazione. E allora cosa ci può essere di meno opportuno di un fotografo rompiballe dalle tendenze suicide, alloggiato nella stanza accanto? Il rompiballe non rompe solo le balle: rompe le uova nel paniere, gli schemi, gli equilibri, il silenzio e manda tutto all’aria.

Teatro.Online ha intervistato Max Pisu, uno dei protagonisti dello spettacolo.

Questo spettacolo è più una commedia o più un thriller?”

E’ più una commedia con un finale thriller. Anche l’inizio è thriller. In mezzo c’è la commedia. Quindi si può dire che è una commedia-thriller”.

Che tipo di personaggi vengono presentati in questo spettacolo?”

I personaggi sono il carnefice, interpretato da Claudio Batta, e il rompiballe, che è un fotografo. Sono lì per lo stesso obiettivo: uccidere un politico. Io devo semplicemente fotografarlo. La cosa che però scatena il tutto è che io sono appena stato mollato dalla moglie e quindi sono in depressione sul luogo del suicidio. Per una serie di eventi mi attacco al killer perché lo vedo un po’ come il mio salvatore. Quindi il killer da carnefice diventa vittima”.

A te che cosa piace del tuo personaggio?”

Mi piace il fatto che rispecchi le mie corde. E’ un personaggio ingenuo e rompiballe. Però la mia comicità, che è quella di Tarcisio che ho portato a Zelig, è molto simile a quella di Jerry Lewis, quindi è fatta di espressioni e di mimica. E’ un personaggio tenero e comico nello stesso tempo. Questo è più o meno l’identikit”.

Quanto affiatamento c’è nella coppia artistica che componi con Claudio Batta?”

Noi abbiamo sempre lavorato insieme ma mai in una commedia, nel senso che ognuno faceva i propri pezzi di cabaret nelle serate. Ci conosciamo da più di vent’anni e abbiamo insieme un laboratorio a Legnano da tre anni, dove i comici e i colleghi vengono a provare dei pezzi. Gestiamo questa realtà, quindi siamo già amici. Adesso stiamo anche lavorando insieme in una commedia”.

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