“SPIRITO ALLEGRO”: 4 DOMANDE A LEO GULLOTTA

Il Teatro Carcano di Milano propone fino a domenica 19 febbraio Spirito allegro di Noel Coward con la traduzione di Masolino D’Amico. Diretto da Fabio Grossi, lo spettacolo vede protagonisti Leo Gullotta, Betti Pedrazzi, Rita Abela, Federica Bern, Chiara Cavalieri, Valentina Gristina e Sergio Mascherpa.

Occultismo e fenomeni paranormali

Il mondanissimo romanziere Charles Condomine è un grande appassionato di occultismo. Per raccogliere materiale per un suo libro, chiede all’eccentrica medium Madame Arcati di recarsi a casa sua. L’obiettivo è condurre una seduta spiritica. La situazione sfuggirà a tutti di mano. Il malcapitato scrittore si ritroverà assediato dal fantasma dell’irritante e lunatica prima moglie Elvira. Elegante e ricco di umorismo, Spirito allegro è il testo perfetto per un attore ironico, arguto e dal tratto signorile. Ne è infatti protagonista Leo Gullotta, intervistato da Teatro.Online, che anima in modo gustoso e divertente la ridicolizzazione del mondo del paranormale.

La parola a Leo Gullotta

“Quanto è importante ma allo stesso tempo fino a che punto viene ridicolizzato il mondo del paranormale?”

“Non direi che viene tanto ridicolizzato.  Noel Coward scrisse questo testo nel 1941 durante la guerra in Gran Bretagna. Quindi c’erano morti, paura, pesantezza. Coward lo scrisse proprio per smitizzare la paura e il concetto della morte. Allora gioca con una situazione, con una commedia con la ‘C’ maiuscola, ben scritta. Altrimenti non vivrebbe per così tanti anni. Anche l’elegantissima Angela Lansbury e Rupert Everett non l’avrebbero fatta l’anno scorso a Londra e quest’anno a Broadway, se non fosse così divertente”.

“E’ anche una presa in giro dell’Upper Class britannica degli Anni Quaranta?”

“Assolutamente sì. E’ un gioco molto inglese e molto elegante, ma è racchiuso nella nota di sottolineare l’Upper Class britannica degli Anni Quaranta in cui lo spettacolo è ambientato. Costumi, musiche e gioco sono fatti apposta. C’è però anche la capacità dei miei altri sei colleghi di conoscere il genere della commedia. La commedia è un genere che l’attore con la ‘A’ maiuscola deve conoscere. Ha delle scansioni molto precise, dal ritmo in poi. Quindi gli attori devono essere soprattutto in grado di farla arrivare in platea. Lo stile, gli abiti e la musica hanno naturalmente quel sapore dei film di Ernst Lubitsch“.

“Secondo lei questo testo di Coward, oltre all’ironia, vuole condannare anche qualcosa o qualcuno?”

“Direi che non c’è la condanna di una società. C’è quell’Upper Class inglese che fa la combine con l’oggi, dove ormai anche alla sagra della salsiccia vogliono il red carpet e l’eleganza. Anche loro, per bere un caffè, si vestono di tutto punto in una serata in cui uno scrittore deve scrivere un libro sull’occulto. Lui però non ne sa nulla e quindi invita una signora un po’ cialtroncella che fa scattare una serie di cose, ma non arriva con questo gioco. Arriva invece stranamente alla prima moglie defunta del nostro protagonista, Charles Condomine, lo scrittore”.

“Durante tutte le numerose rappresentazioni che ne sono state fatte, Spirito Allegro ha sempre ottenuto un successo straordinario. Perché secondo lei?”

“Prima di tutto per come è scritta. E’ una commedia ferrea che cammina. Ma soprattutto non cerca a tutti i costi la risata, semmai un sorriso. E’ un’ambientazione elegantissima e sofisticata dell’alta società, nella quale ci si vestiva di tutto punto anche solo per scendere in salotto a bere il caffè. Dopo tantissime edizioni, anche italiane, con l’aiuto della tecnologia, il regista Fabio Grossi si avvale di un video mapping. Questo consente al pubbico di trovarsi all’interno della commedia come in un’esperienza immersiva.

Lo spettatore vede spiritelli che camminano, piatti che volano, lampade che si accendono e si spengono, porte che si aprono e si chiudono, tavolini che si muovono. Tutto è digitalizzato, laddove per anni si sono utilizzati trucchi meccanici. Quindi questo fa parte della piacevolezza dello spettacolo. A volte il pubblico fa fatica a ritrovare il piacere della risata raffinata. ‘Spirito Allegro’ è una commedia leggera ed elegantissima per forma, per offerta al pubblico, per recitazione, per scenografia e per stile”.

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