Silvia Beillard e la sua compagnia presentano “Ad mAI ora”

  • Clicca QUI per ascoltare il podcast dell’intervista

Ad mAI ora è uno spettacolo incentrato sulle vicende di due sorelle, Anna ed Eris, in un futuro prossimo dove l’IA gestisce ogni aspetto della loro vita. Anna, malata e confinata in casa, è accudita da Eris, che sacrifica tutto per lei. L’IA offre assistenza medica virtuale e supporto psicologico per affrontare l’isolamento, esasperando il senso di solitudine delle protagoniste.

L’ultimo spettacolo della stagione di Alta Luce Teatro è in scena il 9 e il 10 maggio. La pièce è stata scritta ed è diretta da Silvia Beillard, che ne è anche protagonista con Cinzia Brugnola e Sara Mazzei.

Intervista a Cinzia Brugnola, Silvia Beillard e Sara Mazzei

In che modo questa storia si riflette nelle relazioni umane?

Silvia Beillard: Il cuore di questo racconto è proprio la relazione tra le due sorelle che si trovano loro malgrado a condividere lo spazio molto angusto di una stanza che somiglia un po’ a quella di un ospedale. Uno spazio gestito interamente da intelligenze artificiali che aiutano nella gestione della malattia. Oltre alle due sorelle l’unica voce è quella dell’AI e di conseguenza loro sono costrette a relazionarsi tra di loro.

In che epoca è ambientato lo spettacolo?

Silvia Beillard: In un futuro prossimo non troppo prossimo in cui la Alexa di oggi potrebbe essere stata utilizzata dalle nostre nonne.

Mi pare di capire che l’intelligenza artificiale in questo spettacolo sia sul banco degli imputati: colpevole o innocente?

Silvia Beillard: Non ci permettiamo di dare un giudizio da questo punto di vista. L’intelligenza artificiale è sicuramente uno strumento. Forse, prima di preoccuparci di esso, dobbiamo occuparci di chi lo usa.

Cinzia Brugnola: Lo spettacolo nasce proprio da due domande semplici che ci facciamo tutti i giorni: l’intelligenza artificiale è un progresso o un pericolo? Ci aiuta o ci disumanizza?

Voi tre personalmente cosa pensate dell’intelligenza artificiale?

Sara Mazzei: Pur essendo la più giovane, non ne faccio un uso così largo e mi riferisco soprattutto ai social. Sto cominciando a utilizzarne adesso alcuni. Qualche serie televisiva e questo spettacolo mi hanno portato a farmi la tua domanda. Il giudizio è un po’ambivalente: per quanto l’AI possa essere utile, a me spaventa un po’, soprattutto se pensiamo all’uso leggero che ne facciamo a volte, anche nel domandare informazioni a chat GPT. Ci rivolgiamo all’AI anche per chiedere cose più banali senza fare lo sforzo di cercarle con un’altra modalità. Mi riferisco anche a un modo che ci permette di relazionarci di più con le persone anziché con l’intelligenza artificiale. Forse quando cominciamo a usarla e ad abusarne, il limite diventa un po’ sottile e tutto può diventare un po’ complicato e controproducente.

Cinzia Brugnola: Nello spettacolo io interpreto Anna, mentre Sara Mazzei è Eris. Nella realtà e nella vita quotidiana io sono super a favore: la uso tutti i giorni e sono veramente felice che ci sia perché mi aiuta. In scena sono invece la sorella più anziana e anche quella contraria e infastidita da tutta l’intelligenza artificiale che la circonda, la guida e la disumanizza.

Silvia Beillard: Io sono in mezzo anche se per età sono la maggiore. Sono molto affascinata dalla tecnologia in generale e condivido il pensiero di Sara sul fatto che un utilizzo estremamente superficiale ed economicamente devastante come quello di creare delle immagini che facciano ridere e che utilizzano metà della foresta amazzonica a livello energetico non sia la cosa più saggia. Dall’altra parte, il fatto che l’intelligenza artificiale ci permetta di avanzare molto più velocemente a livello medico mi vede a favore in modo molto deciso e importante.

  • Intervista e podcast di Andrea Simone
  • Si ringrazia Federico Riccardo
  • Clicca QUI per iscriverti al canale YouTube di Teatro.Online e vedere le nostre interviste video