Flavio Albanese, “Il messaggero delle stelle”

  • Clicca QUI per ascoltare il podcast dell’intervista

Tra rime surreali, un po’ di scienza, di storia e molta patafisica, l’incontro tra uno dei magici protagonisti dell’Orlando Furioso, il paladino Astolfo d’Inghilterra, e gli altri grandi scienziati legati al passaggio dal sistema Tolemaico a quello Copernicano: Galileo, Copernico, Tycho Brahe, Keplero, Newton, Tolomeo fino anche a Giordano Bruno. 

Il messaggero delle stelle è in scena al Pacta Salone di Milano il 14 febbraio. Scritto da Francesco Niccolini e diretto da Marinella Anaclerio, lo spettacolo vede come unico protagonista Flavio Albanese.

Intervista a Flavio Albanese

“Che cos’è la patafisica?”

E’ un mondo immaginario in cui si può entrare e che perde i confini tra la realtà e l’illusione. Questo nasce dal fatto che noi siamo partiti da un progetto che portiamo avanti da quasi vent’anni, che lega la scienza, il teatro, la filosofia, la letteratura, la mitologia e la poesia. Abbiamo sviluppato diversi spettacoli con la consulenza scientifica di Marco Giliberti, professore di fisica quantistica dell’Università Statale di Milano. Abbiamo fatto vari percorsi, da Leonardo all’incontro con il mito di Esiodo, alla creazione del Big Bang, fino ad arrivare alla fisica quantistica di Einstein.

Questo è il terzo pezzo della trilogia in cui raccontiamo un po’ il passaggio dal sistema tolemaico con la Terra al centro alla teoria eliocentrica del sistema copernicano, ma qui entra in campo la patafisica per parlare di scienza. Partiamo dalla letteratura, con Astolfo che va sulla Luna e quindi è tutto in versi. Come racconta Ariosto, va sulla Luna per ritrovare il senno di Orlando, portarlo sulla Terra e far terminare questa brutta guerra. Solo che Niccolini si è inventato che va sulla Luna e trova tutti questi vecchietti che stanno litigando.

“Da che cosa nasce questa tua passione per la geografia astronomica?”

Tutto è nato con un dialogo di Platone che io ho studiato e che ho messo in scena tanti anni fa, il Menone. Detta così sembra una cosa noiosissima, invece i dialoghi di Platone sono molto ironici. Socrate è un personaggio molto divertente. Ogni volta che lo faccio il pubblico ride. Ha un elemento molto importante: a un certo punto si scopre come si ottiene il doppio dell’area di un quadrato, quindi la diagonale e poi i numeri razionali. Ho cominciato ad appassionarmi e ho capito che la filosofia era quella che oggi noi chiamiamo scienza. Poi sono state divise in due.

La filosofia mi ha portato alla scienza, poi ho coordinato molti progetti per molti anni al Piccolo Teatro di Milano. Ho conosciuto tre scienziati con cui ho collaborato tantissimo, tra cui Marco Giliberti, con cui abbiamo fatto degli spettacoli. Da allora, conoscendo loro, ho cominciato a lavorare su Leonardo e ho capito che lui non era ancora la scienza ma cominciava il pensiero scientifico e da lì la passione mi ha portato a essere curioso e ad avvicinarmi alla quantistica.

“Quali sono le sorprese e le scoperte di cui parli?”

Innanzitutto il fatto che è fondamentale per uno scienziato accettare l’errore, perché nella scienza non esiste nulla di definitivo e di assoluto. E’ sempre stato un salire sulle spalle degli altri per capire. Poi i personaggi come Tycho Brahe, che pochi conoscono e il mio preferito, Giordano Bruno, che non è uno scienziato ma un filosofo. Quindi c’è questo incontro tra scienza e filosofia e anche questo chiarimento delle due posizioni differenti rispetto alla realtà delle cose.

“Quali sono le caratteristiche più importanti di questo messaggero delle stelle?”

I versi. Non vedo più spettacoli in versi e in rime baciate. Quando l’ho chiesto a Francesco Niccolini, all’inizio si è arrabbiato, poi il giorno dopo lo aveva scritto tutto in versi. Non ci si accorge nemmeno che esiste, se non per il fatto che ci sono le rime, e quindi è uno spettacolo che parla di scienza attraverso un grande racconto della letteratura.

  • Intervista di Andrea Simone
  • Foto in evidenza di Laila Pozzo
  • Si ringrazia Giulia Colombo
  • Clicca QUI per iscriverti al canale YouTube di Teatro.Online e vedere le nostre interviste video