L’improvviso passaggio a miglior vita di un anziano vicino di casa scatena in due cugine il senso di rivalsa che da sempre covano contro lo Stato, contro i vicini e forse anche contro se stesse. Perché non far sparire il corpo dell’uomo e continuare a incassare la sua pensione? Sembra la scelta più giusta da compiere: le due donne decidono così di prendersi con cinica leggerezza quello che pensano di meritare e, giacché ci sono, cercano anche di ricostruirsi una vita più felice.
Piccoli crimini condominiali è in cartellone al Teatro Leonardo di Milano dal 27 al 30 marzo. Scritto da Giuseppe Della Misericordia e Teo Guadalupi, lo spettacolo vede impegnate sulla scena Ussi Alzàti e Barbara Bertato.
La parola alle due attrici protagoniste
Ussi e Barbara, iniziamo presentando i vostri personaggi?
Barbara Bertato: Io sono Clara, che inizialmente appare la più scaltra e anche quella senza scrupoli. E’ una che appena trova l’opportunità, coglie la palla al balzo. In qualche maniera però io ho una mente più criminale rispetto a quella di Federica, il personaggio interpretato da Ussi. E’ una cialtrona allo stesso modo, però più delinquente e un po’ più astuta.
Ussi Alzàti: Federica è un po’ più ingenua, a tratti anche leggermente tonta: non capisce sempre tutto. Viene trascinata, travolta e coinvolta dalle idee della cugina alla quale in qualche modo è un po’ sottomessa. In fondo non è poi così tanto ingenua ma le acque chete nascondono delle sorpresone. Quindi viviamo insieme quest’avventura e condividiamo questa scelta che abbiamo deciso di portare avanti perché in fondo ce lo meritiamo.
Quanto cinismo c’è in questo testo?
Ussi Alzàti: (ride) Abbastanza.
Barbara Bertato: Ce n’è. Giuseppe Della Misericordia, l’autore, secondo me ci ha proprio messo un pizzico di polemica e un po’ di cinismo rispetto alle notizie che sentiamo, per esempio di quello che tiene la nonna nel cassetto per prendersi la pensione. Molte persone effettivamente sono stanche dello Stato e delle pensioni basse, quindi serpeggia davvero un po’ di rabbia, pur rimanendo anche uno spettacolo comico.
Quindi è un giallo anche un po’ commedia?
Barbara Bertato: Sì, parecchio. Lo è sicuramente nel fatto che essendo due comunque un po’ cialtrone, non sono sgamatissime. Fanno delle cose che obiettivamente sono un po’ rocambolesche. Anche nell’incontro con la polizia si dimostrano un po’ ridicole, soprattutto una che tenta la seduzione. Questa è la parte comica; quella di giallo è effettivamente che queste due si fanno prendere la mano rispetto alla morte di persone anziane e sole. Sono proprio un po’ cattive!
A quale filone dei grandi autori di gialli come Agatha Christie, Sir Arthur Conan Doyle o Georges Simenon è più riconducibile questo spettacolo?
Ussi Alzàti: Mi sembra tanta roba! Diciamo che forse può venire in mente Arsenico e vecchi merletti più che i grandi di cui hai parlato.
Barbara Bertato: Sì, perché una cosa interessante dell’inizio è che non volevamo che fossero due pazze. Ci piaceva l’idea di Arsenico e vecchi merletti, ma non c’era il desiderio che queste due donne fossero matte. L’idea era che fossero arrabbiate e quindi diciamo che sul lato comico questa cosa salta fuori in certi momenti.
- Intervista video di Andrea Simone
- Si ringrazia Alessandra Paoli
- Foto di Matteo Imbriani
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