Edy Angelillo, “Que serà”

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Arriva al Teatro San Babila di Milano dal 21 al 23 marzo la storia di un’inossidabile amicizia di tre compagni di scuola. Filippo, Ninni (la Roscia) e Giovanni continuano a frequentarsi, a confidarsi e a ridere insieme, come se il tempo si fosse fermato.

E così assistiamo ad una cena brasiliana a casa di Filippo, medico e single, appassionato di viaggi, che ha invitato Giovanni, commercialista affermato, padre di tre figlie femmine, ma in un momento di crisi personale, e Ninni, che ha un bel negozio di biancheria intima, ma anche un grave problema con la madre. L’ironia è il cemento di quest’amicizia.

Que serà di Roberta Skerl è uno spettacolo diretto da Paolo Triestino, che lo vede protagonista con Emanuele Barresi ed Edy Angelillo.

Intervista a Edy Angelillo

“Si dice che un attore non possa essere credibile se non gli piace il suo personaggio. A te cosa piace di Ninni e quali sono le sue caratteristiche che vuoi far risaltare maggiormente?”

Ninni mi piace proprio perché è abbastanza distante da me. Nello stesso tempo, però, essendo una donna, manifesta una forza forse leggermente maggiore rispetto a quella degli uomini. Lo si vedrà durante la commedia nel momento in cui succederà un imprevisto. Tra i tre amici sarà la donna a prendere in mano le redini della situazione rispetto a una cosa molto importante da fare. In questo mi sento molto vicina a lei. Noi attori abbiamo la possibilità di diventare qualcos’altro sul palcoscenico: un’imprenditrice, una prostituta, una maestra o un’infermiera. E’ un gioco bellissimo quello dell’attore. Più lontano è il personaggio più è divertente ed intrigante interpretarlo.

“Chi sono i tuoi compagni di palcoscenico? Hai già lavorato con loro?”

Sì. Questo è il secondo spettacolo che faccio con Paolo Triestino e ne farò un altro a maggio a Roma sempre con la sua regia. Con Emanuele Barresi è invece la prima volta che lavoriamo insieme. E’ un bravissimo attore come Paolo Triestino. Mi trovo molto bene con loro. La cosa importante è avere affiatamento e sentirsi un tutt’uno. Non è cinema: è teatro. Quindi la squadra deve funzionare altrimenti il pubblico lo sente. Essendo tutto dal vivo, può capitare che uno si dimentichi una cosa. In quel caso l’altro deve arrivare subito ad aiutare i compagni. Bisogna stare sempre all’erta.

“Nella vita Edy Angelillo dove arriverebbe pur di difendere la sua migliore amica o il suo migliore amico?”

Questa è una bella domanda. Di sicuro acconsentirei alla richiesta che viene fuori durante lo spettacolo. Non ci sono assolutamente dubbi. Ma non posso svelarti di più… Sono però strafelice di tornare a Milano, dove non venivo da anni, perché oltre a Roma è una delle mie città!

“Il tema portante di questo spettacolo è l’amicizia. C’è una strizzata d’occhio a grandi capolavori del cinema su questo argomento come Amici miei, Quasi amici e Il grande freddo o l’autrice Roberta Skerl ha creato tutto ex novo?”

Sono film completamente diversi da questa commedia. Però ovviamente si parla di amicizia e questo è un aspetto molto forte e profondo. Infatti molte volte, quando il pubblico viene in camerino a congratularsi dice “Che bello! Quanto mi sarebbe piaciuto avere amici così!”, perché c’è un’empatia da parte degli spettatori che ovviamente si identificano nei personaggi. L’amicizia è la cosa più bella perché va anche al di là di quello che possono essere le relazioni amorose. Quella vera per davvero rimane nel tempo ed è verissimo che un amico è un tesoro! Io ho pochissimi amici e tanti conoscenti anche tra i colleghi, ma quelli veri si contano sulle dita di una mano. Sono però quelli su cui posso contare ed è una grande cosa! Questa è una commedia che con grande ironia, poesia e leggerezza affronta temi molto importanti di grande attualità.

  • Intervista di Andrea Simone
  • Si ringrazia Roberta Cucchi
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