Laura Angiulli, “Cassandra – Variazioni sul mito n.2”

Arriva al Pacta Salone di Milano Cassandra – Variazioni sul mito n.2. E’ la storia della più bella delle tre figlie di Priamo, amata da Apollo e dotata di inascoltata capacità profetica, colpevole di non aver corrisposto il suo amore. Cassandra osserva con lucidità, penetra la verità dei suoi giorni mai piegata, più che altro furente, va incontro allo spietato destino di schiava e vittima, mentre Troia consuma tra le fiamme la sua dolente epopea.

Lo spettacolo, scritto e diretto da Laura Angiulli con i contributi al testo di Enzo Moscato, è in scena fino al 29 ottobre. Ne sono protagoniste Caterina Spadaro, Alessandra D’Elia e Caterina Pontrandolfo al canto. Le musiche originali e la drammaturgia del suono sono firmate da Enrico Cocco e Angelo Benedetti. Laura Angiulli ha messo in scena tre versioni di Cassandra: una classica interpretata da Caterina Spadaro, una contemporanea che ha visto protagonista Alessandra D’Elia; l’ultima è stata impersonata da Caterina Pontrandolfo e presenta solo contributi musicali.

Intervista a Laura Angiulli

Qual è la colpa di Cassandra?

Quella di rifiutare l’approccio più intimo con Apollo e quindi viene punita. Lei vede la verità ma non sarà mai creduta. Questa funzione presaga così importante e significativa viene bloccata nella ricaduta più interessante, quella di poter scongiurare la catastrofe. Cassandra dimostra una grande saggezza, perché tutti coloro che hanno più di un presagio di solito non vengono creduti. Il teatro greco non ha mai dedicato un’opera esclusivamente alla figura di Cassandra, ma la ritroviamo in forma complementare in numerosi testi, come Le troiane di Eschilo.

In che cosa sta la lucidità di Cassandra?

Nella capacità di prevedere la catastrofe della distruzione di Troia. Lei è l’unica che continua a dire che il grande cavallo contenente Ulisse non può essere accolto nella città, che è un oggetto ritenuto scaramantico ma che in seguito si rivelerà l’origine del disastro. Nessuno le crede. Cassandra prevede la morte di Ettore, vede addirittura quella di Polissena e altri eventi. Il critico Marchese dedica un’attenzione particolare a questa figura e dice che, essendo fin da ragazzina una sacerdotessa di Apollo, partecipa al contesto politico ed ha quindi una visione anche molto chiara della decadenza della città.

Quant’è forte il senso di impotenza di Cassandra mentre assiste all’incendio di Troia?

E’ enorme perché lei prevede addirittura la sua stessa morte. L’opera di Christa Wolf, a cui ho fatto riferimento nella mia ricerca e dalla quale ho tratto anche qualche contributo, è ambientata proprio sulla soglia della casa di Agamennone dove lei rivede tutta la propria vita. Sotto quest’aspetto il testo di Christa Wolf è molto interessante.

Che valore aggiunto dà la musica a questo spettacolo?

E’ grandissimo. Il compositore Enrico Cocco, purtroppo scomparso nel marzo 2023, ha fatto un lavoro straordinario. La sua musica è così bella che ho voluto riportare un paio di tracce nel mio ultimo film come contributo musicale di chiusura. Enrico Cocco è stato un grande artista della musica contemporanea, soprattutto di quella elettronica. Oltretutto ci legava anche una forte amicizia e insieme avevamo messo in scena anche una versione di Antigone. Ha sempre fatto opere splendide e raffinatissime che consiglio caldamente a tutti di ascoltare!

  • Intervista di Andrea Simone
  • Si ringrazia Giulia Colombo
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