“ANTIGONE”, L’EROINA DAI MILLE DIVERSI VOLTI

Lo spettacolo Antigone non è la storia sui veri eroi: di quelli che hanno paura del buio, si lanciano contro i lupi e ti baciano in controluce su immobili tramonti. Purtroppo è una storia diversa. Una storia che respira dell’attimo prima, quello in cui potresti tornare indietro, posare il pugnale e continuare lungo la vita che ti offrono. E’ una storia che attraversa le ossa di una ragazzina magra, di un’eroina spettinata che dal centro della tragedia ti guarda sorridendo.

Antigone è in scena al Teatro Linguaggicreativi di Milano il 12 e il 13 ottobre. Diretto da Amedeo Anfuso, vede come unica protagonista sul palcoscenico Debora Benincasa.

Intervista ad Amedeo Anfuso

“Perché questa non è una storia di veri eroi?”

“Perché Antigone è da sempre un eroe un po’ sui generis. E’ un eroe donna che narrativamente fallisce, quindi non è l’eroe che combatte i cattivi con una spada, ma è un eroe totalmente non violento. E’ un’eroina che lotta semplicemente attraverso la sua coscienza e un’azione politica e soprattutto è un eroe che alla fine della storia non vince. Resta schiacciato dalla società e dal potere contro cui lotta. Non è il vero eroe, per come ce lo possiamo immaginare.”

“Che tipo di eroina è la vostra Antigone?”

“La cosa che a me affascina di più è che Antigone sia un’eroina bimba. Nella storia ha 13 anni e questa è una cosa molto forte. Ci colpisce molto il fatto che sia un’eroina con degli ideali, che crede e lotta per quello che è giusto ma in maniera sempre non violenta. Tutto quello che fa è dire che andrà a seppellire suo fratello e che se la fermeranno ci tornerà. Se glielo impediranno, con la forza non ci potrà tornare, ma non indietreggerà mai di un passo. Antigone è l’eroina che non indietreggia mai.”

“Perché Antigone cerca di uscire dalla sua prigione ridendoci contro?”

“E’ stata una scelta drammaturgica di Debora Benincasa, perché tutto lo spettacolo è in parte anche comico per un bisogno della compagnia di andare sempre molto verso il pubblico. Noi abbiamo sempre molto bisogno di portare gli spettatori dalla nostra parte. In questo spettacolo noi lo facciamo attraverso la risata e il comico. Per tutta la prima parte dello spettacolo Antigone ride in faccia al pubblico. E’ un’Antigone molto autoironica e consapevole di quello che le succede e che riesce a farci vedere quello che è, cioè una ragazzina. Riesce a farci ridere e a fare una parodia di se stessa.”

“Antigone preferisce lottare o decide di morire?”

“Per sapere questo va visto lo spettacolo. L’ambiguità di tutta la storia di Antigone sta nel suo viaggiare nel mezzo. Negli anni, in tutte le sue interpretazioni, c’è questa risposta da dare. Probabilmente entrambe le cose, però dipende…”