Federico Basso, “Profilo Basso”

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Federico Basso porta sul palco la sua esperienza di comico prestato ai social in un monologo che raccoglie gli anni di esperienza accumulati sui palchi e nelle trasmissioni più popolari. Attraverso il suo sguardo vedremo la vita di tutti i giorni sotto diverse sfaccettature: un filtro del tutto originale che vi consentirà di cogliere aspetti della vita quotidiana spesso trascurati.

Federico Basso è in scena al Teatro Leonardo di Milano dal 29 novembre al 1° dicembre con il suo spettacolo Profilo Basso.

Intervista a Federico Basso

Chi o che cosa prende di mira la tua satira in questo monologo?

Parlare di satira mi sembra eccessivo, nel senso che a me piace molto l’ironia. Mi limito a osservare le varie sfaccettature della vita quotidiana attraverso la mia lente particolare di torinese trapiantato a Milano, quindi con tutto quello che questo può significare.

Che differenza c’è tra fare comicità in teatro e farla in televisione?

In teatro c’è una risposta immediata del pubblico. Succede anche in televisione nelle trasmissioni a cui ho avuto la fortuna di partecipare come Zelig, perché non è altro che la ripresa di uno spettacolo dal vivo. In altre situazioni televisive l’assenza del pubblico non dà quella risposta immediata che è essenziale per un comico per capire se effettivamente quello che sta dicendo può far ridere, sorridere o se sta andando nella direzione sbagliata.

E’ importante saper ridere di se stessi?

Secondo me è fondamentale. Io ho cominciato salendo sul palco e facendo monologhi su di me. Funziona come con i tatuatori, che dicono sempre di fare i primi esercizi pratici su loro stessi. Siccome io non amo prendere in giro gli altri, io vorrei ridere con il pubblico e non del pubblico. Quindi la prima persona da cui partire sono sempre io. Di conseguenza mi offrivo diversi spunti di comicità e allora ne ho approfittato.

Quali vantaggi porta alla comicità l’uso dei social?

Porta una platea molto vasta e linguaggi nuovi che possono utilizzare, perché i social hanno creato dei modi e dei tempi di fruizione totalmente diversi rispetto a quelli che c’erano prima. Il classico esempio che si può fare è la creazione dei meme, una forma di espressione che prima non c’era, creata appositamente con i social, che è l’estremizzazione di quelli che sono i loro temi, cioè far ridere in due secondi. Per cui i tempi si sono ristretti rispetto a quelli televisivi e finalmente andare e tornare sul palco dà la possibilità di prendersi un po’ più di tempo, di respiri e di tranquillità.

  • Intervista di Andrea Simone
  • Si ringrazia Alessandra Paoli
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