Paolo Belli, “Pur di far spettacolo”

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Dopo il successo della scorsa stagione, Paolo Belli torna all’EcoTeatro di Milano con Pur di far Spettacolo, in scena dal 20 al 23 febbraio. Tra prosa e canzoni, in un vortice di musica, aneddoti e gag, l’artista emiliano racconta e porta sul palco le mille peripezie e i colpi di scena vissuti in tanti anni di carriera. Accompagnato sul palco da sette musicisti/attori, Juan Carlos Albelo Zmora, Gabriele Costantini, Mauro Parma, Enzo Proietti, Gaetano Puzzutiello, Peppe Stefanelli e Paolo Varoli, Paolo Belli lascia spazio anche a momenti più intimi e all’interazione con il suo pubblico. La regia è di Alberto Di Risio.

La parola a Paolo Belli

“E’ uno spettacolo autobiografico?“

“50 e 50, nel senso che raccontiamo cose che sono successe a me e agli altri e che ci hanno riportato. Quindi sono storie vere. Ti posso anticipare un po’ di cose: arrivano quattro gemelli che si odiano l’uno con l’altro, non si sopportano e quindi sul palco raccontiamo cosa è successo. Abbiamo una quota di una persona che ha delle disabilità e naturalmente per l’integrazione, in maniera molto divertente, parliamo anche di questo perché ci sono dei musicisti straordinari anche se hanno delle difficoltà nell’affrontare la quotidianità. Raccontiamo cose vere ma non sono solo mie personali.”

“Quanto c’è di prosa e quanto di musica?“

“Teoricamente dovrebbe essere 50 e 50, ma è sulla carta, perché ogni sera c’è anche un’interazione col pubblico. Quindi a volte è più lunga la parte musicale perché molti cantano, altre volte lo è di più la parte di prosa perché la gente comincia a ridere e ad interagire con noi. Dunque dovrebbe essere 50 e 50. In realtà ogni sera cambia.”

“C’è qualche aneddoto in particolare, anche uno solo, che ci puoi anticipare?“

“Ti posso dire che a un certo punto c’è un aneddoto in cui racconto anche che le cose non sono sempre rose e fiori, ma capitano delle difficoltà ad andare in tournée e bisogna superarle. E’ un momento molto intimo. E’ giusto che raccontiamo anche quello, però poi, naturalmente, grazie alla musica si torna a ridere, a sorridere e a ballare. Quindi anche questo è un aneddoto di vita vera.”

“In che modo coinvolgi il pubblico nello spettacolo?“

“La musica mi facilita perché ci sono sette musicisti sul palco, tutti bravissimi. Abbiamo alcuni elementi della famosa Paolo Big Band di Ballando con le stelle, quindi sono padronissimi dei loro strumenti. Questo ci permette di interagire con il pubblico e quindi ciò ci aiuta, ma come succede spesso, in ogni città in cui andiamo c’è sempre qualcuno che ci ricorda che in quella città è nato un artista piuttosto che un altro e ci consente poi di raccontare la mia esperienza con quei personaggi sia direttamente che indirettamente e di omaggiarli. A Milano naturalmente faremo un tributo a Enzo Jannacci. Io ho avuto occasione di cantare con lui varie volte e questo ci permette non solo di entrare dentro alla città in maniera musicale ma anche di raccontare aneddoti e di cimentarci con l’artista stesso che ci hanno richiesto le persone.”

  • Intervista di Andrea Simone
  • Si ringrazia Alex Berindei
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