Un testo di Molière divertente e quanto mai attuale. Sembra un quadro perfetto del momento che stiamo vivendo, nella disillusione verso un mondo non meritocratico, dove la soluzione è sempre nel compromesso e spesso nella totale evasione della legalità, e la menzogna trova strade più facili e tollerabili della verità.
Il misantropo è in scena all’Ecoteatro di Milano dal 18 al 27 ottobre. Ne sono protagonisti Enrico Beruschi, Mirko Ranù, Tania Lettieri ed Elisa Marangon. Lo spettacolo è diretto da Walter Palamenga Volpini.
Intervista a Enrico Beruschi
Questo testo ha quasi quattro secoli, ma parla di temi come la bugia e l’illegalità. Possiamo quindi dire che in quasi quattrocento anni niente è cambiato?
Esatto. Nell’adattamento di Walter Palamenga ci sono tanti aspetti che sembrano appartenere alla nostra epoca. Se guardiamo i telegiornali, vediamo che molte persone fanno carriera grazie alle loro conoscenze e non alle loro qualità professionali. Non voglio fare nomi perché non è elegante, ma tanti vanno avanti anche raccontando bugie e ingannando il prossimo.
E’ un testo che è anche specchio di una società?
Proprio così. L’adattamento e la regia di Walter Palamenga insistono molto su questo aspetto: quello dei vantaggi e dei favoritismi che molte persone opportuniste sfruttano a proprio favore.
Non è solo uno spettacolo di prosa. Ci sono anche la musica e la danza, giusto?
Sì. I miei colleghi di scena, che sono tutti molto bravi, hanno preparato delle coreografie molto particolari. In più ci sono tante canzoni molto conosciute e popolari che rendono ancora più gradevole lo spettacolo.
Che indicazioni vi ha dato il regista per calarvi al meglio nella vostra parte?
Io sono in scena all’inizio dello spettacolo. Ci ha detto di divertirci il più possibile. Quando il pubblico sente il nome di Molière, magari ha anche un po’ paura perché si aspetta uno spettacolo di almeno tre ore. Questo invece ne dura meno di due e credo che da parte di Walter Palamenga sia stata una scelta molto felice.
- Intervista di Andrea Simone
- Si ringrazia l’ufficio stampa di Ecoteatro
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