Franco Branciaroli, “Il mercante di Venezia”

Il mercante di Venezia di Shakespeare affronta temi universali che sono ancora rilevanti ai nostri giorni. Questo dramma solleva questioni etiche profonde riguardanti la moralità e la giustizia, soprattutto nel contesto dei rapporti umani e sociali. La trama, incentrata sul conflitto tra Shylock e Antonio, tocca anche la questione delle relazioni interreligiose e dei pregiudizi religiosi, evidenziando le tensioni tra cristiani e ebrei nella Venezia del tempo.

Il mercante di Venezia è in scena al Teatro Manzoni di Milano dal 7 al 19 maggio. Adattato e diretto da Paolo Valerio, lo spettacolo vede protagonisti Franco Branciaroli, Piergiorgio Fasolo, Emanuele Fortunati, Riccardo Maranzana, Stefano Scandaletti, Lorenzo Guadalupi, Giulio Cancelli, Valentina Violo, Mauro Malinverno, Mersila Sokoli e Veronica Dariol.

Intervista a Franco Branciaroli

Quali sono le caratteristiche principali di Shylock?

Questo personaggio celeberrimo ha costituito un problema per il più grande esperto moderno di Shakespeare, che è Harold Bloom, americano, morto qualche anno fa. Nel suo saggio su Shakespeare pubblicato anche in italiano, manca il saggio su Il mercante di Venezia. Abbiamo fatto indagini in America sulle sue lezioni universitarie, dove invece parla eccome de Il mercante di Venezia e afferma che per lui è stato una ferita incredibile. Shakespeare lo ha tradito scrivendo questo testo chiaramente ignobile. Quindi lui per rivalsa non ha pubblicato il suo saggio su Il mercante di Venezia. Secondo Bloom, l’aspetto più importante di questo testo è la guerra religiosa che c’è dentro, guerra che non viene percepita dalle platee moderne perché sono laiche ed è la lotta tra il cristianesimo e l’ebraismo.

Praticamente il finale di questa commedia è la costrizione da parte dei cristiani su Shylock per farlo convertire al cristianesimo, se vuole in cambio la vita. Non è proprio uno scherzo. Secondo Bloom, questo è un sacrilegio, una cosa che Shakespeare non doveva fare, tanto che Bloom dice che Shakespeare è sempre stato un uomo dell’eternità, ma in questo testo si rivela solo un uomo del suo tempo. Per Bloom, Shakespeare ha accontentato le platee antisemite dell’epoca elisabettiana e lo colloca tra i villain. Shylock è un uomo violento che difende i suoi diritti e quindi è un aspetto interpretativo abbastanza inusuale.

Quali sono i temi principali affrontati in quest’opera?

Il tema del denaro, che in genere è confinato al primo posto, ovviamente c’è. Però bisogna anche dire che l’ebreo, che viene definito usuraio, è in realtà un signore che entra nell’economia veneziana, che è un’economia abbastanza tradizionale. L’ebreo presta soldi a interesse. Lo fa perché non ha alternative. Un ebreo che viene sistematicamente scacciato dai Paesi europei, dalla Spagna all’Olanda, cosa si porta dietro? La casa? No. La terra o la fabbrica? No. Si può portare solo il denaro, questa è la sua attività per sopravvivere e quindi si è specializzato nel vivere con il denaro altrui, come succede adesso.

Non è che sia molto diverso. C’è gente che fa soldi con i soldi degli altri. Questo lo aveva già introdotto Shylock e i veneziani lo definiscono usuraio. Però l’aspetto più crudele è quell’altro, che difficilmente viene percepito. La platea percepisce di più questo discorso economico che quello del conflitto religioso con conseguente vendetta da parte di Shylock. La vendetta in Shakespeare è un tema fondamentale, in quasi tutti i suoi testi.

Quanto è forte la sete di vendetta in Shylock?

E’ fortissima, anche perché lui fa un paragone. Dice che noi siamo uguali ma che vogliamo vendicarci anche noi come voi cristiani. Perché se un ebreo offende un cristiano, quello che lo aspetta è sicuramente la vendetta. Shylock vuole essere come noi, quindi si vendica ed essendo ebreo, sarà più bravo. E’ un tema importante, ma è la conseguenza della sua situazione: un vessato non può fare altro che pensare di vendicarsi.

Cosa risponde a chi accusa di antisemitismo quest’opera?

E’ fortemente antisemita. Se il più grande critico shakespeariano dell’era moderna lo definisce antisemita, non c’è dubbio che lo sia. Shakespeare descrive anche degli aspetti patetici sul povero Shylock, ma sostanzialmente è un testo antisemita.

  • Intervista video di Andrea Simone
  • Si ringrazia Manola Sansalone
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