Emanuele Cerra, “QAnon Revolution”

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La drammaturgia attraversa e racconta il vasto fenomeno di complottismo internazionale detto QAnon. Germinata nel 2017 a partire dalle profezie di Q – entità anonima del web che si presentava come un infiltrato nelle stanze del potere degli Stati Uniti – la dottrina di QAnon ha radunato centinaia di migliaia di seguaci in tutto il mondo: seguaci di Q sono stati coinvolti in casi di violenza e terrorismo, tra cui spicca l’irruzione nel palazzo del Congresso degli Stati Uniti a Washington, il 6 gennaio 2021, aizzata da Donald Trump, sconfitto alle elezioni presidenziali.

QANon Revolution è in scena al Teatro della Cooperativa di Milano dal 5 al 10 novembre. Lo spettacolo è stato scritto da Riccardo Tabilio ed è diretto da Silvio Peroni. Ne sono protagonisti Emanuele Cerra, Alice Conti e Gabriele Matté.

Intervista a Emanuele Cerra

Che cos’è il QAnon?

E’ una teoria che raccoglie tutte quelle che ci sono state nella Storia. Quindi si va dal patto del sangue ai rettiliani e ai sionisti. Tutte teorie che vengono convogliate in una sola, diventata poi la dottrina che è stata sposata da quest’entità anonima che si è spacciata come infiltrata del governo degli Stati Uniti e che poi ha indottrinato una serie di supporter diventati protagonisti dell’assalto al Congresso il 6 gennaio 2021, quando Trump perse le elezioni contro Joe Biden.

Cosa sono le profezie di Q?

Sono delle frasi semplici, quasi bibliche che non danno spiegazioni e che hanno quasi sempre un che di mistico e di metaforico. Queste profezie riguardano imminenti catastrofi, la fine del mondo e la divisione tra cappelli neri, cioè coloro che vivono nel deep state, lo Stato profondo che governa e tira i fili all’interno della nostra società. Questo deep state rimane un culto per occhi non attenti, se non per coloro che seguono come discepoli le teorie di QAnon, e quindi possono avere accesso alla verità e questa verità è fatta di pedofili, gente che cerca elisir di lunga vita e che vuole governare l’umanità all’interno di un nuovo ordine mondiale. Tutto questo ovviamente è all’oscuro della società e deve essere combattuto. Spesso questi personaggi malvagi sono i progressisti, i democratici e i partiti che hanno delle divisioni LGBTQ friendly di tutto il mondo.

Come raccontate l’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021?

Noi lo raccontiamo attraverso gli occhi dei protagonisti, noi narriamo le storie di Ashley Babbit, Eddie Maddison Welch e del più noto Jake Angeli, che era quello che all’assalto di Capitol Hill portava il copricapo con le corna, con la faccia tutta dipinta. Lo abbiamo visto in tutte le foto mentre urlava il suo urlo sciamanico per aizzare la folla. Noi raccontiamo la storia di come queste persone sono partite da essere persone qualsiasi, attive, impegnate nel volontariato, persone che hanno un senso profondo della società, dello Stato e di comunità molto spiccato, e una voglia immane di rivincita, un desiderio di approfondire e di cercare quello che non viene sempre detto dai media normali e di andare a fondo. Queste persone si sono imbattute in questo Q, quindi si tratta di persone normalissime come noi che si imbattono in quest’entità della quale cominciano a fidarsi ciecamente. Noi raccontiamo la storia di questa metamorfosi che ha portato questi comuni cittadini a diventare dei seguaci di Q che arrivano fino alle estreme conseguenze della loro azione il giorno dell’assalto al Congresso degli Stati Uniti.

Che cosa vi aspettate dalle elezioni americane?

Bella domanda! Ci aspettiamo sicuramente delle grandi sorprese e delle grandi rivoluzioni, sia che vincano i democratici sia che vincano i repubblicani. Se vince una parte, il nostro spettacolo può arrivare ad un epilogo, potrebbe essere la sua epifania. Se vince l’altra parte, penso che l’attualità del nostro spettacolo potrà andare avanti per altri quattro o cinque anni.

  • Intervista di Andrea Simone
  • Si ringrazia Giulia Tatulli
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