“CYRANO SULLA LUNA” E LA PAURA DI AMARE

Torna al Teatro Litta di Milano dal 31 gennaio all’11 febbraio Cyrano sulla luna. Scritto da Luca Chieregato che ne firma anche la regia insieme all’unico protagonista Pietro De Pascalis, ci parla dell’arduo compito di Cyrano: spiegare alla Luna bambina, dove ha sempre desiderato andare, il colore dei fiori, il profumo dell’erba, la sensazione del vento sulla pelle e il sapore dei sentimenti. Ma come spiegare a un cieco, a un alieno o a un neonato il significato di vivere su questa Terra? Certe domande ci costringono a raccontare prima di tutto la verità a noi stessi. Il dialogo tra Cyrano e la sua pallida amica diventa allora un monologo interiore: Cyrano parla alla propria coscienza, ricercando quella verità che talvolta le stesse parole celano.

La parola a Luca Chieregato

“Perché Cyrano è così desideroso di andare sulla luna?”

Luca Chieregato“Nell’opera originale lo dice più volte: è innamorato della Luna, ne parla a più non posso in tanti momenti dello spettacolo e a un certo punto dice proprio che cerca di inventare tanti modi per andarci e che quando morirà ci arriverà. Per questo motivo noi abbiamo deciso di partire da lì, dal finale dell’opera originale. Quindi Cyrano, con un raggio ascensionale, sale e racconta tutta la sua storia. Se dovessi dire perché uno vuole andare sulla Luna, penso sempre a Giacomo Leopardi e non solo a lui: Jules Renard diceva sempre: ‘Metti un po’ di Luna in quello che scrivi’. E’ come dire che ci sono le cose sulla Terra e quelle di cui ci occupiamo, ma ogni tanto dobbiamo guardare in cielo e relazionarci con qualcosa di molto alto, perché le proporzioni cambiano e il punto di vista rende tutto molto più interessante”.

“Cyrano ha difficoltà a dare risposte alla Luna?”

Pietro De Pascalis: “Ne ha anche se le dà, perché ha una mancanza d’abitudine a dire la verità. Quindi, non essendo abituato a dirla, quando la Luna lo mette di fronte a delle domande semplicissime e quasi infantili come ‘Che cos’è il vento?’, ‘Che cos’è un bacio?’, ‘Hai amato davvero?’, lui pian piano crolla sotto il peso della verità, perché in vita non è mai riuscito a dirla, se non a qualche amico. Non è mai stato in grado di farlo nemmeno con Rossana, che è l’eroina della sua vita. Cristiano invece ce l’ha fatta anche nel modo più semplice, cioè dicendo ‘Ti amo'”.

“Trovare delle risposte è anche un modo per lui di conoscersi meglio?”

Luca Chieregato: “Sì, il nostro spettacolo ha una dimensione anche legata alla narrazione e all’introspezione. Trovare qualcuno che ti fa domande così semplici e così impegnative ti mette nella condizione di indagarti un po’. E’ stata forse questa la sorpresa più interessante, mettere cioè Cyrano di fronte al fatto di raccontare la sua storia. In 100 anni lo spettacolo è stato rappresentato in tantissimi modi diversi, ma una narrazione in prima persona forse non esisteva ancora. Questa è stata la nostra idea: metterlo nella condizione di scoprire meglio la sua storia raccontandola di nuovo. Quando noi la raccontiamo, spesso emerge con altri dati e altre triangolazioni che non avevamo considerato”.

“Perché Cyrano è un eroe che si nasconde?”

Pietro De Pascalis“Penso che come tutti gli esseri umani abbia delle ferite e delle fragilità. C’è una frase che mi colpisce tantissimo nel testo: ‘Ignorai la dolcezza delle donne, ebbi ostile mia madre a cui non piacqui mai’. Quindi si giustifica la mancanza di coraggio che lui dimostra in ogni virgola dell’opera e che svanisce completamente quando è di fronte a Rossana. E questa la cosa che ci ha più colpiti e più coinvolti”.

(intervista e riprese video di Andrea Simone)