Dal 19 al 21 gennaio arriva all’EcoTeatro di Milano Il diario di Adamo ed Eva. Lo spettacolo narra come sono andate le cose tra l’uomo e la donna in una chiava umoristica, ironica, ma anche fiabesca e romantica, e racconta come possa essere nata la relazione tra i due sessi.
Il diario di Adamo ed Eva di Mark Twain è diretto da Francesco Branchetti, che ne è anche protagonista con Corinne Clery. Nel cast anche Elisa Carosi Carta e Paolo Sangiorgio.
La parola a Corinne Clery
Quanta ironia c’è nel presentare la vicenda di Adamo ed Eva?
C’è ironia dall’inizio alla fine, perché Eva è una donna piena di ingenuità, di amore, di curiosità e non si prende sul serio perché non ne è cosciente, è la sua natura. L’ironia arriva subito quando entra Adamo, che si presenta come uno scimpanzé, un po’ gobbo, goffo e quasi quasi cammina a quattro zampe, è un po’ tontolone. Quindi è tutto ironico e lui guarda il mondo con degli occhi non interessati, non gli interessa niente. Invece a Eva interessa tutto. Io la faccio un po’ ironica ovviamente, perché il percorso di Eva va da quando è giovane a quando è vecchia, quindi io cerco di rappresentare tutto il percorso. Adamo si accorge di quello che gli sta intorno grazie ad Eva che gli spiega tutto e fa in modo che piano piano ami tutto.
C’è anche una dimensione di fiaba e di romanticismo?
Sì, certo, è una fiaba molto romantica, perché Adamo non è di animo generoso né disponibile, non è curioso e Eva è tutto il contrario. Quando lui si accorgerà che alla fine non può fare a meno di Eva perché senza di lei gli mancherebbe tutto, lo dichiara apertamente e lui capisce che non può sopravvivere senza Eva. E’ molto romantico. E’ anche una poesia per bambini, però uno esce sereno da questa pièce.
Quanto è bizzarra e fantasiosa la sua Eva?
Non so se è bizzarra. Io ci metto qualcosa di me, io sono molto fantasiosa, curiosa, generosa e vedo il mondo ancora con una certa ingenuità, anche se molte volte mi devo difendere perché non è certamente un mondo per ingenui. La mia Eva è piena di ingenuità e di fantasia perché mi assomiglia. Sono curiosa, coccolona, ingenua, però sono anche molto forte. Eva è così, almeno io la vedo così.
In che modo Adamo si ritrova a dover fare i conti con Eva?
In tutti i modi. Non c’è niente che Adamo sappia fare. Adamo è pigro, Eva è superattiva. Adamo non crede a niente, non gli interessa niente, non gli va di lavorare, quindi quando scopre che Eva gli ha fatto imparare tutte queste belle cose e a conoscere l’amore, Adamo si rende conto di essere niente senza Eva.
- Intervista di Andrea Simone
- Si ringrazia l‘ufficio stampa di EcoTeatro
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