Gianna Coletti, “Almenopausa”

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Una donna si racconta in due età diverse. All’inizio la vediamo cinquantenne che, alle prese con i primi segni del cambiamento, si scontra con paure e stereotipi che cercano di ingabbiarla, ma dentro di lei vive ancora la ragazza di sempre, piena di energia e voglia di vivere. Dieci anni dopo, la ritroviamo più forte e consapevole: una sessantenne che ha imparato a prendersi cura di sé e a vivere la vita con leggerezza e libertà.

Almenopausa è un monologo in scena alla sala Cavallerizza del Teatro Litta di Milano dal 13 al 16 novembre. Sulla scena troviamo come unica protagonista Gianna Coletti, che ha anche scritto il testo insieme a Valeria Cavalli. La regia è di Renzo Alessandri.

Quattro domande a Gianna Coletti

Quanto empatizzi e quanto solidarizzi con le donne in questo spettacolo?

Tantissimo, perché ho provato tutte e due le età. Empatizzo perché la menopausa, che arriva intorno ai 50 anni, non è sempre facile da accettare, dato che purtroppo siamo cresciuti in un un contesto in cui è ancora vista come l’inizio della fine per le donne: non possiamo più procreare né diventare madri. E’ come se improvvisamente fossimo diventate inutili e non più desiderabili. Serviamo per tante cose, però ci vedono in modo diverso. Questo è uno dei motivi per cui la menopausa può causarci qualche patema. All’inizio la protagonista la rifiuta.

Nello spettacolo si ride molto, spero non inutilmente. Ci sono poi tante riflessioni sul tabù della menopausa e sulle mestruazioni, termine che le donne della nostra generazione difficilmente pronunciano: io ho passato una vita a dire “Ho le mie cose”; la mia amica Anna “Sono indisposta”, Rosy “Ho il marchese”, Giusi “Profondo rosso”, Lorenza “Ho il mensile”. Invece adesso, le ragazze di oggi dicono “Mestruazioni”, e via!

E’ uno spettacolo per abbattere tantissimi pregiudizi e stereotipi. Alla fine la donna in scena non riesce neanche a pronunciare la parola “menopausa” per il disagio e la paura che le crea. Ce la fa solo alla fine della prima parte ma non per questo ne è felice. La rivediamo nella seconda, dove c’è un cambio velocissimo e troviamo una donna molto più serena. Intanto ha cominciato ad amarsi molto di più e amandosi, scopre delle cose che prima non aveva visto: respira una libertà diversa ed è più leggera. E poi ha anche messo in atto un suo piccolo rito quotidiano per cercare di ritrovare il silenzio interiore e per vivere meglio. Fa delle scoperte esaltanti.

Prendi anche un po’ in giro il mondo femminile?

No, non mi piace prenderlo in giro. Posso farmi beffa di tutto quello che ci propinano, pensando di farci credere nella giovinezza, come le creme per qualsiasi parte del corpo. Noi compriamo questi benedetti prodotti di bellezza ma sappiamo benissimo che sono tutte balle. Però è bello crederci. Gli intellettuali ci vengono a spiegare come dovremmo vivere i 60 e i 70 anni man mano che si va avanti con l’età. Che barba!

Io non credo che ci sia una regola che valga per tutte: ognuna di noi, per star bene con se stessa, ha una propria norma. Di conseguenza non me la sentirei mai di dire che cosa dobbiamo fare. Non mi metterei mai sul piedistallo. Ognuno accetta la vecchiaia come può, con le armi che ha a a disposizione. Siamo arrivate alla nostra età e vogliamo vivere un po’ come ci pare, senza ascoltare tutti i “pipponi” che spesso sento.

Come si sdrammatizza la paura di invecchiare?

Non c’è una regola, dipende molto dagli ormoni e dalla mattinata, nel senso che ci sono dei giorni che si controlla molto meglio. Io mi sono dedicata molto alla cura di mia madre, ci ho scritto anche un libro e ci ho fatto uno spettacolo. Mia mamma ha avuto una vecchiaia abbastanza tosta. Ti mentirei se ti dicessi che non ho paura. Questo è un periodo in cui bisogna vivere con i timori. Dobbiamo imparare a gestirli meglio e ci sono diversi modi per farlo. Io però non mi sento di dire cosa bisogna fare. Ognuno ha un sentire diverso. Viviamo tutti mondi uguali, ma siamo anche universi a sé.

Mi hai fatto una domanda molto bella. Come si fa a non aver paura? Io credo che il timore dell’invecchiamento sia legato anche alla malattia e alla morte. Penso che questo sia un aspetto molto difficile da superare e mi sembra molto strano che non tocchi nessuno. Io parlo in modo scanzonato, ma suggerisco sempre al pubblico di prendere nota. La manutenzione, per noi signore di una certa età, è fondamentale. E’ bene fare i nostri esami e dobbiamo curarci. Uno fa di tutto, dopodiché deve solo sperare nel destino, nella predestinazione e nell’essere supremo che ha deciso per noi.

Valeria Cavalli ha scritto questo testo a quattro mani con te. Come vi siete divise il lavoro?

La prima volta che io ho letto il testo, Valeria aveva puntato molto sulla menopausa. Io l’ho letto, mi sono divertita molto, dopodiché è sorta subito la riflessione, nel senso che io dico sempre di aver superato la menopausa. Non volevo raccontare una storia ridicola e penosa di una signora. Nella prima parte io porto bene i miei anni e sono tutta “apparecchiata”. Non mi va e non mi interessa affrontare solo un tema sulla menopausa. Sono in un’altra età e mi piace moltissimo perché noi sessantenni abbiamo ancora tantissimi anni davanti. Di conseguenza potrebbe essere davvero una nostra rievoluzione: possiamo pensare a dei progetti per portarli avanti e questo mi interessa molto.

Sulla menopausa ho aggiunto delle cose che magari ci fanno anche sorridere e di cui non ci dobbiamo vergognare. Bisogna avere il coraggio di buttarle dentro e mi sembra che abbiamo fatto un bel lavoro. Valeria è una persona di grande generosità e questo lo devo dire perché è molto raro per un autore. Ce ne sono alcuni che se gli si tocca una battuta, hanno dei mancamenti ed è come se gli si toccasse la Divina Commedia. Invece lei è sempre molto disponibile a cambiare, a inserire nuove cose, a togliere e ad aggiungere. Secondo me questo significa essere molto intelligenti, disponibili e generosi. Sono qualità che le vanno riconosciute.

  • Intervista video di Andrea Simone
  • Foto di Sergio Bertani de Lama
  • Si ringrazia Alessandra Paoli
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