Antonio Cornacchione, Pino Quartullo e Alessandra Faiella, “Basta poco”

Palmiro, un tipografo sull’orlo del fallimento, vive in un appartamento popolare di proprietà della Regione, intestato ai genitori deceduti da alcuni anni, pur non avendone diritto. Per non pagare il TFR alla sua unica dipendente, una donna ungherese della quale è segretamente innamorato, le offre la convivenza garantendole vitto e alloggio. Un giorno riceve lo sfratto e l’appartamento viene assegnato a una famiglia di origini rom; si trova così al centro di una disputa politica tra centri sociali che lo vorrebbero cacciare, e neofascisti che lo difendono strumentalmente in cambio di un’adesione ideologica che metterà a dura prova le sue certezze politiche.

Basta poco è in scena al Teatro Leonardo di Milano fino al 13 aprile. Lo spettacolo è diretto da Marco Rampoldi ed è stato scritto da Antonio Cornacchione, che ne è anche protagonista in scena con Alessandra Faiella e Pino Quartullo.

Intervista ad Antonio Cornacchione, Pino Quartullo e Alessandra Faiella

Che tipo di triangolo viene a formarsi fra i tre protagonisti?

Pino Quartullo: La cosa più importante è che il povero tipografo, oltre che sfigato nel lavoro, lo è anche per la casa, perché ha lo sfratto e si è portato a casa la collaboratrice della tipografia da due anni per risparmiare sull’affitto e sulla liquidazione. Quindi si trova a casa con questa donna e poi a un certo punto per aiutarlo, per superare lo sfratto, a completare il triangolo arrivo io in varie vesti: prima come un esperto di occupazioni abusive del racket come se fosse un manager e poi ha scritto su di me questo ruolo di essere di destra, rozzo e romano.

Alessandra Faiella: Essere di destra è un eufemismo, è prioprio un fascio di quelli duri!

Pino Quartullo: Un esaltato, perché i milanesi ci vedono così: sempre con il saluto romano e quindi faccio anche uno che cerca di aiutarlo perché voglio picchettare tutto il quartiere ed evitare che gli extracomunitari ci entrino. Quindi poi da questa commistione nascono non solo amicizie ma anche amori con dei momenti di erotismo.

Alessandra Faiella: Alto erotismo!

Perché Palmiro diventa un eroe?

Antonio Cornacchione: Diventa un eroe suo malgrado. Pino dice che il mio personaggio è uno sfigato, ma non è un termine che mi piace, perché lo sfigato subisce in qualche modo e si autoattira delle disgrazie. A lui capitano perché gli succedono le cose che probabilmente accadono alle persone in questo momento. Ha problemi con la casa e di lavoro, quindi sono problemi sociali che hanno tutti, non soltanto gli sfigati. Quindi è molto attuale su questo. Naturalmente poi lui viene tentato dall’ideologia di destra e farà di tutto per non farsi risucchiare. Poi non so se ci riesce ma alla fine c’è un piccolo riscatto.

Quanto è politicamente scorretta questa farsa?

Antonio Cornacchione: Moltissimo. E’ scorretta perché se la prende un po’ con tutti. Diciamo che ci sono pochi personaggi positivi, ma questo è il bello perché ognuno poi ha delle piccole magagne. Però ci si accetta così fino alla fine. L’unico personaggio veramente positivo credo che sia proprio Bersani.

Perché le certezze politiche di Palmiro vengono messe in discussione?

Alessandra Faiella: Perché succede così, perché purtroppo oggi quando siamo presi per fame, per necessità, perché appunto abbiamo delle vicende economiche che ci mettono in difficoltà, tendiamo ad appoggiarci a quelli che apparentemente ci vengono in aiuto, in questo caso sono quelli che prendono con la forza le case, il fascista che porta la spesa patriottica e quindi offre a Palmiro la possibilità di avere un sostentamento e un sostegno. Quindi la tentazione è forte, perché se l’aiuto viene da una parte, si tende ad accettarlo da quella parte lì.

Pino Quartullo: Passare da sinistra a destra è un attimo.

Alessandra Faiella: Basta poco.

Antonio Cornacchione: Volevo dire che anche nei momenti in cui ci si sente più soli, c’è sempre una soluzione che non è quella del totalitarismo. Nei momenti più bui c’è un’alternativa.

Pino Quartullo: Abbiamo anche un super cameo.

Antonio Cornacchione: Quello di Giovanni Storti che fa l’impiegato Aler.

Alessandra Faiella: E soprattutto di Bersani, e quindi già qui capite l’orientamento della nostra farsa: non è quello di fare l’apologia della destra ma il contrario. Il papà di Palmiro è interpretato da Bersani. E’ un fantasma che appare amleticamente.

Pino Quartullo: Io comunque potrei essere arrestato ogni sera per quello che dico e porto in scena, a proposito del politicamente scorretto.

Antonio Cornacchione: In questo momento i fascisti non vengono arrestati.

  • Intervista video di Andrea Simone
  • Si ringraziano Alessandra Paoli e Maurizia Leonelli
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