Uno spettacolo partecipato che è un vero e proprio quiz teatrale, per ricostruire tutti insieme il viaggio di Renzo e Lucia, scoprire il lato inedito di Alessandro Manzoni, ma soprattutto giocare, giocare, giocare, per festeggiare una ricorrenza importante: il 240° anniversario della nascita del grande autore milanese. Questa volta il protagonista è il pubblico! Ogni sera infatti giocano sul palco insieme a Lella Costa due squadre di concorrenti che, come in ogni quiz che si rispetti, risponderanno a domande sulla trama, i personaggi, la genesi dell’opera e la vita di Alessandro Manzoni. Vince la squadra che fa più punti.
L’eredità di Manzoni è in scena al Teatro Carcano di Milano dal 3 al 7 dicembre. Oltre agli spettatori, ne è unica protagonista Lella Costa che ha anche scritto la sceneggiatura con Gabriele Scotti, Eleonora Mazzoni e la regista Serena Sinigaglia.
Parla Lella Costa
Questo è un ruolo inedito per te. Non ti eri mai cimentata, almeno in teatro, come conduttrice di un quiz.
No, effettivamente no, però in realtà c’è molto di più: questa è una parte del gioco che ci permette di raccontare la storia de I promessi sposi, della vita del Manzoni e anche di leggere alcuni brani iconici. Devo dire che l’effetto complessivo è davvero coinvolgente, divertente, ma anche estremamente toccante, perché la scrittura del Manzoni è cinematografica: letta a voce alta, dà delle immagini e delle sensazioni davvero sorprendenti.
Sei d’accordo nel dire che forse i veri protagonisti de I Promessi Sposi non sono Renzo e Lucia, ma la Divina Provvidenza?
Sì. Credo che sicuramente sarebbe quello che avrebbe voluto Manzoni e penso che l’autore tenesse moltissimo alla Provvidenza. Però la cura, la sapienza e la sorpresa con cui ci presenta i personaggi sono tali che ognuno di loro, quasi tutti quelli che entrano in scena, diventa un pezzo indelebile del racconto e si stabilizza nella nostra memoria. Quindi la Provvidenza ma non solo.
Qual è il tuo personaggio preferito del romanzo?
Credo che tutto sommato e sorprendentemente sia Lucia, perché è quella che affronta i nodi cruciali e che fa i grandi duelli a due. Non è Renzo a farli. E’ lei quella che sfida e si incontra con il cardinale Borromeo e con l’Innominato, nonostante la sua sottomissione e la sua rassegnazione.
Qualcuno, in maniera un po’ lapidaria e tranchant, ha definito I Promessi Sposi la più bella telenovela mai scritta in forma di romanzo. Cosa ne pensi?
Penso che il trio Lopez-Marchesini-Solenghi abbia interpretato magnificamente questo testo. Sì, è talmente grandioso che può anche essere raccontato così. Però quando si affronta la lettura de I Promessi Sposi con cura ed esattezza, andando a vedere e a sentire ogni aggettivo e ogni avverbio, ci si rende conto che è veramente ben altro: è un romanzo grandissimo che purtroppo ci tocca a scuola e quindi, raramente ci facciamo la pace. Noi vorremmo provare a fare anche questa mission impossible.
- Intervista video di Andrea Simone
- Si ringrazia Cristiana Ferrari
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