Roberto De Sarno, “Non commettere atti impuri o la boutique humaine”

Da Totò a Marilyn Manson, da Pinocchio a Ulisse, da Francis Bacon al reality, uno spettacolo di corpi in musica dove i personaggi, le caricature, le immagini evocative, risolti nell’atto fisico e in una scenografia povera diventano “creature” che scivolano continuamente in musica di scena e accenti che si negano a una prosa asettica, mentre l’attenzione agli spazi, ai ritmi, ai gesti si fondano su principi di danza più che di teatro in senso stretto.

Non commettere atti impuri o la boutique humaine è in scena al Pacta Salone di Milano dal 14 al 16 marzo. Lo spettacolo è stato scritto da Roberto De Sarno che ne è anche il protagonista con la partecipazione di Raffaela Migliori.

La parola a Roberto De Sarno

“Che cosa significa esattamente che questo è uno spettacolo di corpi in musica?”

Vuol dire che riflette un po’ la mia storia partita dal teatro in senso stretto. Io sono stato attore con Giancarlo Cobelli moltissimi anni fa, poi ho lavorato col Teatro de los sentidos, il Teatro dei Sensi di Enrique Vargas, infine con Pippo Del Bono in un percorso molto lungo fatto di vari spettacoli. Lui insegna che chi recita danza e chi danza in qualche modo recita senza soluzione di continuità. Questa è la mia storia e dunque dentro allo spettacolo c’è il tentativo di mettere insieme tutte queste cose.

“Quanto c’è di caricaturale e grottesco in questo spettacolo?”

Lo spettacolo è nettamente diviso in primo e secondo tempo. Il primo è del tutto caricaturale ma è un omaggio a Petrolini nel modo di uscire dal realismo. Non mi ha mai convinto l’immedesimazione nei personaggi. Preferisco caricarli fino ad arrivare al grottesco. Primo perché per me è molto più divertente, secondo perché ho paura di impazzire immedesimandomi in certi personaggi. E’ però vero che in questo spettacolo c’è un carattere che aderisce al teatro di immedesimazione: è partito per gioco ma poi mi sono reso conto che quando mi calavo nella parte dovevo stare un po’ attento, perché a volte mi immedesimavo anche troppo e non è un personaggio molto positivo: si parla di atti veramente impuri!

Il secondo tempo è più una ricerca di autenticità dell’innocenza. Visto che parliamo di atti impuri, ho cercato anche di andare verso una purezza del teatro. Quindi entrano persone e attori che non sono tali, ma non voglio svelare oltre…

“In che modo i personaggi si trasformano nella magia della musica?”

Una giornalista ha parlato di “carosello umano” ed è stata per me una definizione molto bella. Però come sottotitolo io ho scelto La boutique humaine, perché io lavoro un po’ come quando gioco con i miei nipoti con travestimenti e parrucche. Come diceva Carmelo Bene “il teatro è GIUOCO”. Non è solo questo, perché abbiamo aderito alla narrazione con le fonti, ma la parte ludica si va a pescare dappertutto: all’inferno come in paradiso. I bambini lo sanno, noi ce ne siamo dimenticati ma io voglio rimanere sempre in ambito fanciullesco.

“Quali sono le figure famose cui rendete omaggio?”

A parte Marilyn Manson, Francis Bacon è proprio in un’iconografia fatta di momenti di pura immagine. Ci sono passaggi che richiamano dei suoi ritratti meravigliosi. Un’altro personaggio è Anjelica Liddel, una scrittrice, attrice e regista definita l’enfant terrible del teatro spagnolo, un meraviglioso angelo dell’inferno e del paradiso con cui ho fatto una tournée. Poi c’è un omaggio a Totò in cui uso il linguaggio molto fruibile dell’avanspettacolo. Tornando ad Anjelica Liddel, io in realtà non ho mai visto una persona così gentile, con un rispetto umano incredibile, ma sulla scena lei è “il terribile”!

  • Intervista di Andrea Simone
  • Si ringrazia Giulia Colombo
  • Clicca QUI per iscriverti al canale YouTube di Teatro.Online e vedere le nostre interviste video