Pippo Delbono, “La notte”

Pippo Delbono si confronta per la prima volta con un autore come Bernard-Marie Koltés, dando voce alla sua versione di La notte poco prima della foresta, testo che irruppe per la prima volta ad Avignone nel 1977 e restò una voce lancinante nella scrittura contemporanea fino alla morte di Koltés, scomparso prematuramente nel 1989. Un monologo forte, intenso, provocatorio, rabbioso che Delbono, accompagnato dalla chitarra di Piero Corso, interpreta con grande musicalità, modulando voce, toni e ritmi.

La notte, uno spettacolo-concerto di Pippo Del Bono con le musiche di Piero Corso, tratto da La nuit juste avant les forêts di Bernard-Marie Koltès è in scena al Teatro Menotti Filippo Perego di Milano fino al 14 gennaio.

Quattro domande a Pippo Delbono

In che cosa sta la forza di questo testo?

Nel parlare di cose molto universali, nel parlare di amore, di universo, di vita, di lotta, di razzismo e di libertà.

Che tipo di lavoro ha fatto sul testo originale di Bernard-Marie Koltès?

L’ho fatto un po’ a mio modo. Suo fratello mi ha dato un po’ il consenso a farlo come volevo.

In che modo si intrecciano le due vite e le due voci protagoniste dello spettacolo?

E’ uno solo che racconta. L’altra persona immagina.

Qual era il concetto che Koltès aveva dell’amore?

Aveva un concetto maledetto e passionale dell’amore vero. Per lui l’amore era una sofferenza.

  • Intervista di Andrea Simone
  • Si ringrazia Linda Ansalone
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