Nadia Del Frate e Claudio Intropido, “Vecchia, sporca e cattiva”

A volte buffa, a volte ironica, spesso arrabbiata ma tenera nella sua fragilità. Spudorata e dissacrante come lo è la vecchiaia. Un personaggio che appartiene a tutti noi perché ci obbliga a mettere insieme passato e futuro in un presente dove le nostre scelte possono avere ancora valore.

Vecchia, sporca e cattiva è in scena alla sala Cavallerizza del Teatro Litta di Milano dal 1° al 4 febbraio. Lo spettacolo è stato scritto da Claudio Intropido e Nadia Del Frate, che ne è anche l’unica protagonista.

La parola a Nadia Del Frate e Claudio Intropido

Come esce la vecchiaia da questo ritratto?

Nadia Del Frate: Esce come un periodo della vita un po’ maltrattato, forse un po’ dimenticato, ma che ha comunque tantissime cose da raccontare, perché dietro a ogni persona anziana ci sono tutta la sua vita e tutti i suoi ricordi, che sono molto di più di quello che i giovani a volte dicono, definendo vecchia una persona. E’ vero che è vecchia anagraficamente, ma quanta vita ha vissuto? Quante cose potrebbe raccontare?

Claudio Intropido: La nostra vecchia è così incazzata e combattente che ne esce sempre vincente

Vi siete basati su racconti di vita vissuta per scrivere questo spettacolo?

Claudio Intropido: La prima idea è partita da Nadia. Ha fatto delle riflessioni sul periodo della sua infanzia e sui ricordi dei suoi nonni e di tutte le persone anziane. Dalla considerazione che ha fatto sui nonni friulani, io le ho suggerito di farlo in quel dialetto.

Nadia Del Frate: In realtà è un veneto un po’ maccheronico, perché nella mia storia nessun anziano riusciva a parlare l’italiano. Cominciavano con me che ero bambina parlando la lingua del nostro Paese, ma poi irrompeva il dialetto e a me è rimasta la loro cadenza.

Claudio Intropido: Dopo che ne abbiamo discusso, lei ha cominciato a scrivere alcune cose, mi ha fatto vedere una prima traccia di quello che aveva pensato e inizialmente gliel’ho bocciato. Allora le ho suggerito di fare una riflessione insieme, di andare a leggere qualcosa e di inoltrarci ancora meglio nel tema della vecchiaia, indagando soprattutto sulle persone che vengono dimenticate ma che in realtà si sentono sempre molto vive. A quel punto abbiamo fatto un altro tipo di ricerca, io ho dato dei suggerimenti anche dal punto di vista attoriale ed è nata quest’idea.

Voi dite che le cose non sono mai come sembrano. Cosa intendete?

Nadia Del Frate: In questo spettacolo c’è sia la figura della vecchia che quella della figlia. Ci sono gli stessi aneddoti di vita raccontati dal punto di vista della mamma che ha visto una cosa e da quello della figlia che con gli occhi da bambina ne vedeva un’altra. Quindi la vita degli altri non è mai esattamente come sembra, perché c’è un vissuto che la trasforma nella perfezione.

Perché dite che Maria non ha più nulla da perdere?

Claudio Intropido: E’ ovvio. Lei ormai che cos’ha da perdere? Ha vissuto la vita, anche se nel bene e nel male, anche se amaramente, anche se ha una serie di pensieri e situazioni che avrebbe dovuto far capovolgere. Quindi ormai lei si lancia nel vuoto, può dire quello che vuole.

Nadia Del Frate: Può togliersi tutti i sassolini che vuole dalle scarpe, perché alla fine della vita è inutile tenersi dentro le cose che ci rodono. Le si dicono.

  • Intervista video di Andrea Simone
  • Si ringrazia Alessandra Paoli
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