I “Diavoli in cucina” di Alessandro Tirocchi e Maurizio Paniconi

Ultimo spettacolo prima della pausa estiva al Teatro Martinitt, tempio milanese della commedia. A chiudere la stagione sarà Diavoli in cucina, in scena fino al 4 giugno, dove si scatenerà l’inferno.
In perfetto stile Martinitt, pur con i dovuti riferimenti all’attualità e gli spunti di riflessione che tanto piacciono a questo teatro e al suo pubblico, la pièce saprà soprattutto divertire. Lo farà con un crescendo di fuochi, fiamme, pepe e peperoncino tra i fornelli, ma soprattutto con le vicende di quattro ex amici. Pomo della discordia, è la crisi del locale dove hanno sempre condiviso lavoro, passione e sogni…

Diavoli in cucina è una commedia scritta da Gianni Quinto e diretta da Massimo Natale, che vede protagonisti Alessandro Tirocchi, Maurizio Paniconi, Valeria Monetti e Jacopo Pelliccia.

Il trailer della commedia (Immagini del canale YouTube “Teatro Martinitt – Promozione”)

La parola ai quattro protagonisti

Parliamo un po’ della genesi di questa commedia…

Alessandro Tirocchi: In realtà questo è uno spettacolo che viene da molto lontano. Tantissimi anni fa, infatti, l’idea, che poi si è trasformata, era quella di una pièce tutta al femminile ambientata in un ristorante nel quale le protagoniste si esibivano anche in numeri cantati e ballati. Nel 2015 c’è stata poi una prima versione al maschile che abbiamo fatto a Roma. Quest’anno abbiamo deciso di riprenderlo per una serie di motivi. Il testo è sostanzialmente cambiato nella struttura: è diventato più una commedia a tutto tondo. Quindi, l’idea, nata qualche anno fa, si è sviluppata anche seguendo lo svolgimento di tutta la narrazione che c’è intorno al mondo del food in generale, alle trasmissioni, all’informazione e a quanto si parla di quel microcosmo. Ha dunque subito quelle influenze e scavato meglio nei rapporti umani, andando un po’ più a fondo. Ne esce una storia più matura, esaustiva e completa.

Ti ringrazio, Alessandro, perché mi hai dato un gancio perfetto per la prossima domanda: quanto questa vostra commedia sfata, magari con cinismo e humour nero, il mito della ristorazione tanto celebrato dai reality televisivi?

Maurizio Paniconi: In realtà l’intento non era quello; se però poi si parla della realtà, si scopre che il mondo reale è ben diverso da quello che vediamo in televisione. La tv segue una logica propria e deve avere una sua spettacolarità, quindi indubbiamente cozza un po’. Noi abbiamo riattualizzato il testo anche in base alla crisi presente non solo a livello lavorativo, ma anche riguardo alla siccità di cui si parla molto. Non viene detto esplicitamente, ma tra le trame di una battuta e l’altra, si respira un po’ quella crisi che è anche la stessa vissuta da ognuno dei personaggi. Le diverse difficoltà si scontreranno poi anche tra loro.

Si può affermare che la differenza tra voi che portate la ristorazione in teatro e quelli che la portano in televisione sta nel fatto che voi non vi prendete per niente sul serio, ma anzi, ridete molto di voi stessi e di questo mondo?

Valeria Monetti: (ride) Fortunatamente noi non dovremmo prenderci sul serio nel momento in cui ci definiamo attori! L’argomento della crisi mi piace, non lo avevo mai sentito da questo punto di vista: è una crisi dentro la crisi! Quella di un ristorante, quella esistenziale dei personaggi e quella ambientalista, perché anche questo è un piccolo tassello che tocchiamo. Però è vero: noi non ci prendiamo assolutamente sul serio! La cucina è un fil rouge, una parola chiave per poter parlare di tutto quello che Maurizio ha spiegato. Tramite l’argomento cucina, abbiamo anche l’occasione di mostrarvi una scenografia meravigliosa realizzata dal nostro Maurizio Paniconi e di cui siamo molto orgogliosi!

Un’altra delle vostre armi vincenti è il grande affiatamento professionale e umano che regna nella vostra compagnia e tra di voi che ormai siete un team più che collaudato?

Jacopo Pelliccia: Assolutamente sì, lo ammetto. Questo è il secondo spettacolo che faccio con loro e devo dire che è stata una bellissima scoperta lavorare insieme. E’ una possibilità che mi hanno offerto subito dopo la pandemia, quindi è stato il primo lavoro immediatamente successivo al Covid. Per me è una bellissima occasione di rimettermi in scena, oltre che in gioco e in discussione. Ho avuto la possibilità di lavorare con tre attori molto bravi dai tempi comici unici. In questo spettacolo io sono Nando Pelliccia e ho un fidanzato che mi tortura con la sua gelosia e che mi vorrebbe sempre vicino a lui. Ringrazio i miei compagni di scena, perché mi hanno fatto lavorare in un clima in cui l’attore può creare. Questo non è assolutamente un fatto scontato!

  • Intervista video di Andrea Simone
  • Si ringrazia Federica Zanini
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