“Famiglia micidiale”, intervista al cast

Tra i Moscetti e i Longobardi c’è una rivalità costante, che si manifesta in ogni aspetto della vita quotidiana e delle festività, trasformando ogni occasione in una competizione. Dopo un tragico evento che colpisce i Longobardi, l’attenzione dei media nazionali si concentra su di loro, suscitando l’invidia dei Moscetti. Determinati a non restare nell’ombra, i Moscetti escogitano un piano per riconquistare la ribalta. Riusciranno nel loro intento?

Famiglia micidiale è in scena al Teatro Martinitt di Milano fino al 2 febbraio. Lo spettacolo è stato scritto da Alessandra Merico che ne è anche protagonista con Enzo Casertano, Beatrice Fazi e Gianni Ferreri.

Parlano Alessandra Merico, Enzo Casertano, Beatrice Fazi e Gianni Ferreri

Che tipo di rivalità c’è tra queste due famiglie?

Alessandra Merico: La commedia è ambientata nel periodo natalizio. La rivalità nasce in questo caso dalla competizione per vincere la gara del quartiere di luminarie, addobbi e presepe. Quindi questo dà lo spunto a una serie di situazioni comiche perché Beatrice, che nella pièce fa Giorgia, entra sempre in casa con tantissime luminarie e addobbi perché noi vogliamo vincere questa competizione.

Enzo Casertano: Io faccio Saverio, il marito di Giorgia ed Ettore, che è il mio dirimpettaio, diventa il mio capufficio. Questa famiglia rivale ha sempre qualcosa in più di noi. Questa rivalità nasce da un fatto storico che racconterà il nonno.

Gianni Ferreri: La racconto io ed è il tormentone dello spettacolo perché dirò sempre questa cosa che ho, di questo Antonio Longobardi da cui nasce tutto. E’ una diatriba tra le due famiglie.

Beatrice Fazi: Noi siamo la famiglia Moscetti, una famiglia onesta, cattolica e praticante. I Longobardi sono dei delinquenti e noi li odiamo.

Enzo Casertano: Siccome siamo in Lombardia, c’è una rivalità tra nord e sud, però viene trattata in modo leggero e comico.

Beatrice Fazi: E tutto culminerà in una meravigliosa scena in cui porteremo davanti alle telecamere la nostra rappresentazione del presepe vivente. Enzo sarà vestito da angelo con una parrucca bionda, sarà molto divertente e molto carino. Io sono la Madonna, Alessandra fa il Re Magio e Gianni fa San Giuseppe. Il problema qual è? In realtà nel frattempo è successo qualcosa: uccidono la suocera della famiglia Longobardi e questa famiglia diventa famosa, va in tutte le televisioni, vengono intervistati e diventano una delle famiglie più famose d’Italia. Noi diventiamo invidiosi della loro fama e pur di diventare celebri anche noi, attiriamo i sospetti su di noi.

Qual è il tragico evento che colpisce i Longobardi?

Beatrice Fazi: Viene ammazzata la suocera e Enzo dirà: “Tutte le fortune capitano a questi!” Nella diretta televisiva poi si scopriranno altri altarini, altri segreti della famiglia Moscetti.

Che tipo di piano escogitano i Moscetti?

Alessandra Merico: L’unico modo per entrare anche loro in televisione e nei social media è entrare nella lista dei sospettati.

Enzo Casertano: I Longobardi diventano famosi, su Instagram trovano molti follower. Quindi c’è sempre questa gara per andare nella tv del dolore del pomeriggio con interviste e anche per diventare influencer tramite un fatto tragico. Raccontiamo un po’ il sociale e la visibilità tramite i social anche attraverso una tragedia.

Beatrice Fazi: Ci saranno una serie di coincidenze che attireranno i sospetti sul povero nonno perché l’arma del delitto è proprio il suo fucile.

E’ giusto definire questo spettacolo una commedia?

Enzo Casertano: Sì, è un giallo comico. C’è un assassinio ma è trattato in maniera divertente, siamo al limite del grottesco. Questa rivalità è storica, però i personaggi sono molto sopra le righe e molto meschini.

Alessandra Merico: Si ride delle ipocrisie.

Enzo Casertano: Non è una dark comedy, è una commedia all’italiana portata all’estremo su questi temi sociali attraverso questa tragedia. La morte non è una cosa pesante, viene vissuta come una cosa di passaggio per creare altri giochi comici.

Beatrice Fazi: Le dinamiche familiari sono state definite eduardiane.

  • Intervista video di Andrea Simone
  • Si ringrazia Lia Chirici
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