Che disastro di famiglia – La regola del topo è una commedia frenetica dove una coppia attende l’approvazione per l’adozione. Il giorno scelto si rivela disastroso, con parenti che causano caos al limite della legalità. Situazioni comiche e imprevisti mettono a rischio l’adozione e la pazienza dei coniugi, scatenando una serie di colpi di scena divertenti e inaspettati.
Lo spettacolo, scritto da N.L. White, è in scena al Teatro Martinitt di Milano fino al 16 marzo ed è diretto da Luca Ferrini che ne è anche protagonista con Paolo Roca Rey, Lucia Tamborrino, Guglielmo Lello, Denis Persichini, Antonia Di Francesco e Davide Sapienza.
La parola al cast
“Come viene affrontato in questo spettacolo il tema dell’adozione? Per molti è un calvario. Come si fa in una commedia?”
Luca Ferrini: “E’ uno spettacolo che si risolve per conto suo perché ci sarà una vera sorpresa nel finale del testo. La si affronta come tutte le cose tragiche della vita: anzi, se vengono toccate con tempistiche differenti da quelle normali e situazioni equivoche fuori dalla routine, più sono drammatiche più sono divertenti.”
“Presentate a turno i vostri personaggi con le loro caratteristiche principali?”
Davide Sapienza: “Io sono un vigile urbano che cerca in tutti i modi di rispettare le regole, ma poi non riesce a vedere l’evidenza nemmeno al di là del proprio naso. Quindi si preoccupa solo di auto parcheggiate in doppia fila!”
Paolo Roca Rey: “Valerio cerca di sopravvivere. Si trova in mezzo all’occhio del ciclone, poveretto…” (ride)
Guglielmo Lello: “L’occhio del ciclone è scatenato da Loris e da suo zio Edoardo, che accendono una miccia già ben piazzata sotto la famiglia di Valerio e della moglie!”
Antonia Di Francesco: “Io sono Maria Alberta Ramacci Pisanelli e non ci sono assolutamente, in nessun modo, le premesse per un’adozione!”
Lucia Tamborrino: “Diciamo che il mio è un personaggio un po’ vittima: ha sposato quello che all’apparenza è un brav’uomo, ma con una famiglia che è una tragedia! Capita. Quindi si trova coinvolta in tutta questa serie di disastri e ne segue il corso.”
Poi Lucia Tamborrino incalza incalza Denis Persichini suggerendogli di parlare del suo personaggio: “Io aggiungo ulteriore caos a questa follia! Entro come Natascia, poi diventerò Aigor o Igor e scompiglierò un po’ le cose!”
Luca Ferrini: “Si può dire, perché ‘travestito’ non è certo un brutto termine! Io sono lo zio Edoardo e la mia è una parte molto bella: è l’esatto contrario di come vivo io, che faccio una vita monacale. Lavoro solo e infatti basta guardare la faccia che ho! Lo zio è invece dedito a tutti i piaceri che il mondo può offrire, ma proprio tutti. Ci siamo capiti! Non c’è niente di più lontano da me. E’ bellissimo!
“E’ per questo che si arriva a situazioni al limite della legalità?”
Luca Ferrini: “Direi proprio di sì! (ride) Non riuscirei mai a fare quello che fa lui! Magari! Sarebbe una vita molto avventurosa, ma non sono fatto così!”
“Quanto è serrato il ritmo di questa commedia?”
Ride tutta la compagnia e Luca Ferrini spiega: “Lo definifirei insostentibile! Sono risate a cascata, sia per la velocità del testo sia per le stronzate che vengono dette. Scusa il francesismo della Bassa Provenza!”
“E’ forsennato”. sottolinea Lucia Tamborrino.
“Infatti nessuno di noi è in forma” – riprende scherzando Luca Ferrini – “Siamo una brutta compagnia. All’inizio, quando abbiamo iniziato a fare questo spettacolo eravamo bellissimi… Adesso guarda come siamo ridotti!”
- Intervista video di Andrea Simone
- Si ringrazia Lia Chirici
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