Nino Formicola e Alessandra Schiavoni, “La cena dei cretini”

Siamo in Francia, nella Parigi dell’alta borghesia. Ogni mercoledì sera un gruppo di amici, stanchi e annoiati che non sanno più cosa inventarsi, organizza una cena a cui invita personaggi ritenuti sciocchi che bersaglia di scherzi. Gli invitati sono all’oscuro del gioco e tantomeno sanno che la serata si chiama La cena dei cretini. Tutto procede come da copione fino a quando uno degli ospiti passa dal ruolo di vittima a quello di carnefice.

La cena dei cretini di Francis Veber è in scena fino al 22 ottobre al Teatro Leonardo di Milano. La traduzione italiana è stata curata da Filippo Ottoni, mentre la regia è firmata da Nino Formicola, che ne è anche protagonista con Max Pisu, Alessandra Schiavoni, Claudio Intropido e Pietro De Pascalis.

Parlano Nino Formicola ed Alessandra Schiavoni

Nino, quanto ti piace farti dare del cretino a Max Pisu?

Poco, perché in realtà non lo è per niente. Neanche Pignon però lo è, pur essendo il cretino della commedia. E’ semplicemente un ingenuo, un elefante in un negozio di cristallerie, una persona che cerca di aiutare qualcuno ma che, dandogli una mano, fa dei danni incommensurabili: lo fa litigare con la moglie, con l’amante e chiama in casa un ispettore delle tasse. Crea dei disastri senza volerlo, quindi è più che altro un ingenuo: una persona talmente buona, che a furia di esserlo, rompe le balle.

Senza spoilerare troppo, vuoi raccontarci uno solo degli scherzi che vengono fatti durante la serata?

In realtà non ci sono insulti. La parola “cretino” compare solo nell’ultima battuta dello spettacolo, quando io esplodo per l’ultimo casino combinato. Pignon vive in un mondo tutto suo e di conseguenza quest’universo, per certi versi folle ma per lui normale, scatena l’ilarità, perché uno che costruisce la Tour Eiffel con i fiammiferi e spiega la differenza tra un cerino, un fiammifero da casa e un Minerva, presenta una situazione problematica. Però è molto divertente.

Il grande impatto comico che questa commedia ha sul pubblico è dovuto anche alla semplicità della sua trama?

Alessandra Schiavoni: Assolutamente sì. E’ un testo elegante, delicato e molto raffinato. Con i tempi che corrono, far ridere senza volgarità è un’arte. Poi contiene una morale.

Nino Formicola: Alla fine il pubblico salta sulla sedia. Esistono pochissime commedie come questa.

Nino, tu hai voluto portare in scena questo spettacolo nei giorni intorno al decennale della scomparsa di Andrea Brambilla, che ci ha lasciati il 24 ottobre 2013, con cui per moltissimi anni hai formato il duo artistico e comico Zuzzurro e Gaspare. Hai voluto omaggiarlo in questo modo. Chi come me non è più un ragazzino ricorda senz’altro i vostri sketch a Drive In ma non solo, come il famosissimo “Ce l’ho qui la brioche!”. Lui però non era solo un compagno di lavoro per te, non era solo un amico, ma anche tuo cognato. Vuoi tracciare un suo ricordo?

Siamo stati parenti per poco. Non è che fossi contrario al fatto che avesse sposato mia sorella, ma mi sono trovato tra lei che diceva “Quel cretino del tuo socio!” e Andrea che controbatteva “Quella stronza di tua sorella!”. Di conseguenza, quando si sono separati e hanno divorziato, io ho fatto una festa e tirato un sospiro di sollievo. Avevo un rapporto molto particolare con Andrea, perché lui ed io eravamo due persone completamente diverse. Ti faccio un esempio banale: lui beveva l’acqua con le bolle e io quella liscia. Avevamo in comune tre o quattro cose: il whisky, i gialli, un certo gusto comico, ma soprattutto c’era tra noi un’intesa sul palco misteriosa, grazie alla quale io potevo cominciare una cosa in bagno e lui in cucina ma finivamo nell’atrio insieme. Avevamo dei tempi comici inauditi. Quando ce lo facevano notare, io dicevo che per noi era normale e che non ci avevo mai fatto caso più di tanto. Le nostre vite private erano però assolutamente separate. Noi siamo durati quarant’anni. Solo il Quartetto Cetra ci ha battuti. Come in qualunque coppia, se non si conservano i propri spazi e la propria vita, prima o poi si salta per aria.

  • Intervista video di Andrea Simone
  • Si ringrazia Alessandra Paoli
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