L’impegno nel sociale di Francesco Pannofino

La malattia oculare tiroidea (TED) è una patologia autoimmune complessa che colpisce l’orbita oculare e i tessuti orbitari. Spesso sottodiagnosticata, viene a volte inizialmente confusa con altre condizioni legate alla tiroide, rendendo difficile un riconoscimento tempestivo.

“Ti presento TED – Malattia Oculare Tiroidea: guardiamola a vista” è la campagna di informazione e sensibilizzazione promossa da Amgen Italia attraverso formati innovativi e la narrazione di Francesco Pannofino, noto al grande pubblico come attore televisivo, teatrale e cinematografico: al cinema lo ricordiamo in film come Uomini da marciapiede, in televisione per la serie Boris e a teatro per Mine Vaganti. Molto attivo anche nel doppiaggio, Pannofino presta la propria voce a importanti attori hollywoodiani come George Clooney, Kurt Russell, Antonio Banderas e Daniel Day Lewis. Indimenticabile la sua performance in Forrest Gump dove faceva parlare in italiano Tom Hanks.

La parola a Francesco Pannofino

In che modo hai dato il tuo contributo a questa campagna?

Mi sono limitato a interpretare TED, che è la malattia: un personaggio furbo, scaltro, subdolo. Fa di tutto per non farsi trovare, nonostante sia braccato dalla comunità scientifica e dai pazienti che ne soffrono. E’ una malattia molto fastidiosa: si confonde e si mischia alle altre, quindi è difficile da beccare. Credo che questa nostra iniziativa abbia il compito di sviluppare anche la conoscenza della malattia. Per esempio, io, prima di partecipare a questo lavoro, non ne sapevo niente, ignoravo l’esistenza di questo problema. Quindi noi abbiamo fatto queste storie, dove io interpreto la patologia che cerca di non farsi beccare. All’inizio sembra uno tranquillo, ma sotto sotto fa di tutto per colpire le persone, e la comunità scientifica fa del suo meglio per sconfiggerlo.

Quali sono i tuoi prossimi progetti come attore?

Il 3 e il 4 luglio, nell’ambito del festival shakespeariano di Verona, farò due repliche di un nuovo spettacolo che si chiama Rosencrantz e Guildestern e che riprenderemo nella stagione 2025-2026 portandolo in tutti i teatri d’Italia. Speriamo di andare da più parti possibili.

Puoi darci anche qualche anticipazione di quello che farai al doppiaggio, magari anche con tua moglie Emanuela Rossi che tra le altre è la voce di Michelle Pfeiffer, o parlarci di un lavoro che hai fatto di recente al leggìo?

Mi devi perdonare: non ti so dire niente, anche perché mi dimentico. Non conosco i progetti del doppiaggio, magari da domani ne arriva qualcuno. Penso che farò qualcosa ma al momento non me li ricordo. L’ultimo lavoro che ho fatto è stato Il Gladiatore 2, dove ho doppiato Denzel Washington nel ruolo di un imperatore che vuole usurpare gli altri.

Lo scorso 9 maggio è stato il 47° anniversario dell’uccisione di Aldo Moro. Il 16 marzo 1978 tu eri un giovane ragazzo di 20 anni che in via Fani a Roma assistette al sequestro del deputato democristiano e all’uccisione di tutti i componenti della sua scorta. A quei tragici eventi tu hai dedicato anche una canzone che si chiama Sequestro di stato. Che ricordo hai di quel giorno?

Ero molto giovane, stavo andando all’università e non ho visto esattamente la sparatoria perché ero un po’ più avanti e c’era una leggera curva che impediva la visuale. Ho però sentito le raffiche e sono scappato dalla parte opposta. Poi sono tornato per vedere che cos’era successo e purtroppo ho visto la strage di via Fani. Erano anni difficili in tutt’Italia, in particolare a Roma. C’era la lotta armata e ogni giorno il telegiornale parlava di sparatorie, morti e gambizzati. Era una situazione veramente brutta, soprattutto per un giovane come me che si stava affacciando alla vita e che cercava di programmare il proprio futuro.

Per fortuna però abbiamo superato quella brutta fase. Lì per lì, quando a uno assiste a un fatto simile dal vivo, non se ne rende tanto conto. Quando poi sono tornato a casa e ho visto tutti i telegiornali che ne parlavano, ho capito il dramma di quello che avevo visto.

  • Intervista video di Andrea Simone
  • Si ringraziano Patrizia Simonetti e Francesca Monti
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