Gaia Calimani presenta la stagione 2026-2027 di MTM

Quali sono le novità più importanti di questa stagione?

Le novità più importanti sono che anche noi compiamo 50 anni di attività e quindi anticipiamo un po’ l’inizio della stagione. Noi cominciamo il 24 settembre la stagione vera e propria, con il debutto di Ci mancava il terremoto, che è un amarcord, uno spettacolo con musica dal vivo, pensato e voluto da Gaetano Callegaro, che poi è rimasto il socio fondatore di questi 50 anni. Uno spettacolo che racconta un po’ chi siamo, chi eravamo e che siamo diventati. Dal 24 settembre non ci fermiamo più fino a luglio: oltre 45 titoli. Noi abbiamo sia la prosa che anche degli appuntamenti di danza e teatro danza. A novembre debuttiamo con un Moravia con la regia di Antonio Syxty sempre con Gaetano Calllegaro, alcune riprese importanti per noi quest’anno come Bovary, che farà una tournée internazionale, riprenderemo anche Notti bianche, quindi i due testi con la regia di Stefano Cordella. Poi in primavera ci sarà anche una commedia scritta ad hoc su un progetto sostenuto dalla Siae: Otello non lo deve sapere, una commedia con la regia di Antonio Syxty e la compagnia di MTM.

Perché avete deciso di chiamare questa stagione Una lunga storia d’amore?

Perché sono questi 50 anni, 1976-2026. In realtà se dobbiamo fare un’estrema sintesi di questi anni, sicuramente è stato l’amore per questo lavoro di Gaetano in primis e poi di tutti i soci che negli anni si sono succeduti. Una lunga storia d’amore perché è quello che ci porta a reggere e a mantenere una struttura grande come MTM con tante lavoratrici e tanti lavoratori, due scuole di teatro e tre sale.

C’è un’altra importante novità che riguarda il Teatro Leonardo, giusto?

L’altra grande novità è che dal primo appuntamento abbiamo riaperto il Teatro Leonardo, abbiamo fatto una breve pausa estiva e cambiato tutte le poltrone. Quindi dalla settimana del 28 settembre riapriremo il Teatro Leonardo con la programmazione con una sala completamente rinnovata e anche la possibilità di avere 300 o 500 posti. Quindi raddoppiamo le possibilità di programmazione. Solo l’amore e la passione ci possono portare a continuare a buttare il cuore oltre l’ostacolo, indebitarci, fare fatica e lottare per questo lavoro, che è quello che noi sappiamo fare. Crediamo di essere dei bravi artigiani di questo lavoro, ci crediamo e si va avanti.

MTM quest’anno festeggia 50 anni. Avete qualche festeggiamento in particolare in programma?

Noi abbiamo fatto una festa durante la conferenza stampa di giugno e con lo spettacolo Ci mancava il terremoto, che è in scena fino a domenica alla sala Cavallerizza alle 19.30 ed è un po’ il festeggiamento vero e proprio. E’ il momento in cui si ritroveranno anche tutti i soci che in questi anni si sono alternati qua. Quindi è per quello che hanno voluto fare teatro e musica. Gaetano Callegaro ci ha tenuto tantissimo, perché è iniziato da lì, dalla compagnia che andava a suonare e a recitare a seguito del terremoto del 1976 a Gemona del Friuli e lì si sono ritrovati. Da lì hanno scoperto che quella voleva essere la loro professione e la loro vita.

  • Intervista di Andrea Simone
  • Si ringrazia Alessandra Paoli