Gipo Gurrado e Andrea Lietti, “Supermarket – A modern musical tragedy”

Supermarket – A modern musical tragedy è uno spettacolo fuori dal comune pieno di situazioni surreali, risate tragicomiche e poesia. A tratti senza parole. Perché quello che succede dentro a un supermercato lascia proprio così.

Lo spettacolo è un “non-musical” con nove attori e una partitura sonora fatta di canzoni originali, a cui si aggiunge sia un sound design costruito con suoni e rumori ripresi in un vero supermercato, sia una serie di annunci ad hoc con una drammaturgia originale.

Supermarket è in scena al Teatro Leonardo di Milano dal 13 al 18 maggio. Il libretto, il testo, le musiche e la regia sono di Gipo Gurrado; Maja Delak ha curato le coeorgrafie e i movimenti scenici. Nel cast troviamo Federica Bognetti, Francesco Errico, Andrea Lietti, Giovanni Longhin, Roberto Marinelli, Isabella Perego, Elena Scalet, Andrea Tibaldi e Cecilia Vecchio.

La parola al regista e a uno dei protagonisti

Che cosa succede nel vostro supermercato?

Gipo Gurrado: Un po’ di tutto ma nulla di diverso da quello che accade ogni volta che andiamo a procacciare il cibo per la nostra famiglia o per noi stessi. Quando vado al supermarket e guardo le altre persone nelle corsie, mi sembra di essere l’unico normale, ma sicuramente anche gli altri lo pensano. Quindi anch’io per loro non sono normale. Questo ha dunque innescato un corto circuito molto divertente perché ogni volta che si va al supermercato sembra di essere dentro a un film mal girato, mal scritto e mal recitato. Però da qualche parte ci deve essere una regia perché non è possibile che un carrello sia sempre in mezzo quando vogliamo passare noi.

Ci siamo quindi costruiti questo racconto surreale e tragicomico perché in ogni supermercato ne succedono di cotte e di crude: da quello che ci prova con tutte a quello che si muove lentamente, a quello che ci fa cadere le cose. Accadono fatti normali, però, ovviamente, messi su un palco, acquistano una forza e un potere diverso.

Quante situazioni comiche o addirittura grottesche si verificano?

Andrea Lietti: Succedono dappertutto e all’interno dello spettacolo c’è anche molta poesia, nel senso che ci sono dei momenti poetici e altri sicuramente comici, dovuti alla frenesia di doversi procacciare il cibo, una caccia vera e propria, quindi ne succedono veramente di cotte e crude. Infatti ci sono diverse situazioni che si vanno a creare alla cassa in una semplice fila d’attesa spesso lunga. Quindi questo sviluppa diverse possibilità di narrazione, soprattutto anche di dialoghi veri e propri a voce alta, ma specialmente anche del pensiero che uno ha nel momento in cui deve scegliere una cosa piuttosto che un’altra o comincia ad avere dei pensieri su chi gli sta davanti.

Gipo Gurrado: Per esempio, quando Elsinor che ha prodotto lo spettacolo mi chiedeva di cosa parla e qual è la trama, io rispondevo che ci sono nove persone in coda al supermercato. Poi mi domandavano cosa accade e io davo la stessa risposta. Quindi non succede niente ma in realtà succede tutto perché entriamo nella testa di ogni cliente e vediamo come ha passato quei venti minuti di spesa al supermercato. Dunque è uno spettacolo che parla di noi.

Chi sono i veri protagonisti di questo racconto? Le persone o i prodotti che si trovano sugli scaffali?

Gipo Gurrado: Direi le persone, anche perché abbiamo fatto una scelta anche scenografica: il supermercato è evocato ma ci sono pochissimi elementi che lo richiamano davvero. Forse i veri protagonisti sono i clienti, ma lo sono un po’ anche le paranoie, nel senso che con questo spettacolo ci rendiamo conto che siamo dentro a un meccanismo davvero surreale che ci costringe ad avere fretta, a trattare male le persone che ci passano davanti e a essere poco empatici, perché quando andiamo a fare la spesa, in realtà vorremmo metterci meno tempo possibile perché abbiamo un sacco di altre cose da fare e quindi siamo tutti abbastanza nervosi e per nulla ben disposti. Dunque i veri protagonisti siamo noi ma forse anche i nostri difetti.

Andrea Lietti: Siamo molto affezionati ad alcuni prodotti che ritornano durante lo spettacolo.

Gipo Gurrado: Esatto. Quello è vero.

Su quali musiche cantate e ballate? Vogliamo citare qualche brano?

Gipo Gurrado: Sono tutte originali. La scelta musicale è abbastanza cheap, come se fosse la musica che esce dalla filodiffusione del supermercato. Le canzoni partono quindi tutte con degli arrangiamenti vagamente anni ’80, con la batteria elettronica e i synt un po’ cheap e poi ogni pezzo esce da quella dimensione ed entra in un’altra in cui le musiche si sentono meglio e sono più arrangiate, quindi si passa da varie atmosfere. I titoli sono molto divertenti: il primo è Si fotta!…

Cominciamo bene!

Gipo Gurrado: (ride) Il secondo è Ci mancherebbe, poi abbiamo Le gallette di riso…

Andrea Lietti: Stasera, Il broccolo…

Gipo Gurrado: Diciamo che si usano parole che nelle canzoni non sentiamo mai, questo è divertente.

Non ci sono brani famosi?

Gipo Gurrado: No, forse lo saranno (ride). E’ tutta farina del mio sacco, tutta colpa mia!

  • Intervista video di Andrea Simone
  • Si ringrazia Alessandra Paoli
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