Davide Procopio e Monica Turri, “Happy Days – Il musical”

L’opera teatrale Happy Days il Musical promette di essere un evento coinvolgente e nostalgico, ispirato alla celebre serie TV americana degli anni ’70 e ’80. Con un cast di trenta artisti che comprende attori, cantanti e ballerini, la Compagnia I Saltafoss riporta in vita sul palco le atmosfere vivaci degli anni ’50 e ’60, con un’attenzione particolare alla musica rock and roll di quel periodo. L’allestimento del musical sembra essere molto curato, con un focus sull’ambientazione e sulle canzoni eseguite dal vivo, tutte in italiano per una migliore comprensione e coinvolgimento del pubblico italiano. Il ritorno delle sonorità e delle atmosfere di quell’epoca nel contesto attuale è sicuramente un richiamo per gli spettatori, offrendo due ore di intrattenimento ricco di nostalgia e energia.

La trama, incentrata sulla famiglia Cunningham e i loro amici, include i personaggi iconici come il leggendario Fonzie, Howard e Marion Cunningham, i figli Richie e Joanie, oltre agli amici Ralph, Potsie, Chachi, Alfred e Pinky. Sembra essere un’occasione speciale per rivivere le spensierate avventure di questi personaggi sul palco, immersi nella cultura e nel fascino dell’America retro.

Happy Days Il musical è in scena al Teatro Nazionale di Milano dal 3 al 5 maggio. Scritto su libretto di Garry Marshall, con le musiche e le liriche di Paul Williams, tradotto nella versione italiana da Franco Travaglio e diretto da Adriano Tallarini, lo spettacolo vede protagonisti Davide Procopio nel ruolo di Fonzie, Monica Turri in quello di Pinkie Tuscadero, Simone Muciaccia in quello di Richie Cunningham, Massimo Vinci in quello di Howard Cunningham.

Maria Teresa Bongiovanni è Marion Cunningham, Antonia Di Piazza è Joanie Cunningham, Gianmarco Messersi è Potsie Weber, mentre Niccolò Cea è Ralph Malph. Completano il cast Ivan Fortarezza, Elisa Azzolini, Giuseppe Di Lorenzo, Luca Ferro, Riccardo Giordano, Gaia Lorenzi, Rebecca Scarpa, Riccardo Zinni, Davide Tacchinardi, Sveva Castoldi, Chiara Confalonieri, Francesca Confalonieri, Beatrice Facchini, Sara Gheorghiu, Giada Lemma, Francesca Magnaghi, Francesco Marotta, Sofia Massa, Adriano Micali, Silvia Pastori, Camilla Restori, Riccardo Rognoni, Matteo Tomasina e Annalisa Trabucchi.

A tu per tu con Davide Procopio e Monica Turri

Che tipo di lavoro è stato fatto sui testi e sulle musiche?

Davide Procopio: E’ stato fatto un lavoro molto importante, perché dagli inizi siamo andati proprio in fondo a quello che è la serie tv. Siamo partiti dai personaggi per lavorare sul copione e sulle musiche, che oltre alla famosissima sigla sono anche canzoni.

Monica Turri: Io mi sono immersa in questo mondo all’ultimo momento. Sono un po’ la new entry di questa compagnia, per cui ho dovuto imparare tutte le canzoni e tutti i testi in pochissimo tempo con l’aiuto di tutti quanti. Non è stato facile, perché un musical è ancora più complesso rispetto a un testo di prosa. Le musiche e le canzoni sono sicuramente la parte importante di questo spettacolo.

Come saranno il tuo Fonzie e la tua Pinkie?

Monica Turri: Davide mi ha aiutato tantissimo. Per questo motivo i nostri personaggi stanno veramente cominciando a essere uniti, affiatati ed esplosivi, sia Pinkie che Fonzie.

Davide Procopio: Anche perché è un musical divertente e iconico. Fare Fonzie è stata un’emozione bellissima dal primo giorno che il regista mi ha detto che per Fonzie pensava a me. All’inizio c’è stato un po’ di timore, perché comunque portare sul palco un personaggio così iconico è stata una bella sfida, anche perché poi il rischio di fare una brutta imitazione è dietro l’angolo. Ho cercato di prendere i punti essenziali del personaggio di Fonzie e spero di averlo messo in scena in una maniera accettabile.

Siamo un po’ di fronte a un’operazione nostalgia?

Davide Procopio: Penso proprio di sì. Lo vediamo anche nel pubblico che ci viene a vedere. Sono molto affezionati a questa serie tv, perché il ragazzo di 35 anni, come me che ne ho 33, lo vedeva alla mattina. Sono affezionato a questa serie tv. Poi c’è la signora di 50 anni che ritorna a vivere un po’ di gioventù, perché era il momento bello in cui ci si riuniva con la famiglia davanti alla televisione alle 19.30 per mezz’ora, perché la puntata era di mezz’ora e quindi ricordano con piacere quei momenti.

Perché Happy Days è un grande classico che non tramonterà mai?

Davide Procopio: Perché incarna i sogni che aveva la gente in quel periodo, perché il sogno di tanti ragazzi era diventare come Fonzie. Infatti vestivano come lui, con la maglietta bianca e il giubbotto di pelle, ma anche la famiglia Cunningham era un po’ l’icona di quel periodo. C’era il sogno americano, le macchine americane, il successo dell’America e quindi anche in Italia c’è stata secondo me una contaminazione.

  • Intervista video di Andrea Simone
  • Si ringrazia Isabella Rotti
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