“Il berretto a sonagli”, parlano i protagonisti

Beatrice Fiorica scopre il tradimento del marito e decide di scatenare uno scandalo. Manipola le persone intorno a lei per esporre l’infedeltà del Cavaliere Fiorica, ma il piano le si ritorce contro quando emergono nuove verità. Alla fine Beatrice è l’unica a soffrire le conseguenze, mentre gli altri preservano le apparenze.

Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello è in scena al Teatro Martinitt di Milano fino al 23 febbraio. Diretto da Luca Ferrini, lo spettacolo vede protagonisti Giovanni Prosperi, Alessandra Mortelliti, Paola Rinaldi, Luca Ferrini, Antonia Di Francesco, Francesco Cassibba, Marianna Menga e Veronica Stradella.

A tu per tu con il cast

“Perché il piano di Beatrice si ritorce contro di lei?”

Luca Ferrini: “Perché è un testo che dice una verità sconvolgente: chiunque crede di dire la verità viene preso per pazzo. Non ci vuole niente a essere presi per matti. Basta dire la verità e si viene presi tutti per pazzi. In effetti è un po’ vero, è alla base di tutti i complimenti che facciamo e di tutte le convenzioni sociali. Chiunque vuole portare a termine una tesi basata sulla propria verità si vedrà ricadere addosso tutto quello che ha detto.”

“Nel 1936 Eduardo De Filippo fece un adattamento in napoletano di questa commedia di Pirandello. Voi a quale dei due testi siete più fedeli?”

Luca Ferrini: “Siamo fedeli al testo di Pirandello. Non cambierei mai le sue parole perché a scrivere se la cavava discretamente bene. Nella mia idea, siccome Pirandello faceva una critica sociale e quindi prendeva assolutamente in giro la società dell’epoca e visto che la società è cambiata solo nei costumi superficiali ma nel pensiero di base è rimasta uguale, mi piace riattualizzare il testo prendendo in giro lil mondo di oggi. Quindi non possiamo ispirarci a testi retrò, ma preferisco attualizzare il tutto e rivolgermi alla società italiana del 2025. Nonostante il testo sia rimasto uguale, i costumi, i modi di fare e gli usi sono quelli moderni perché Pirandello, essendo immortale, si rivolge anche alla società di oggi.”

“Da che cosa è animata Beatrice nella sua risolutezza?”

Luca Ferrini: “Da un forte rodimento di culo! In tutto il testo non c’è mai la parola amore. Non c’è nessuno che si dispiace perché Beatrice è rimasta priva di questo amore. Gli innamoramenti non vengono mai nominati. C’è solamente un forte nervoso di chi si vede sottratte le cose.”

Alessandra Mortelliti: “Si percepisce dal testo che non c’è una reazione di gelosia dettata da questo grande amore nei confronti del marito ma è più una questione di orgoglio, di principio e di rivalsa.”

“Questa commedia è stata rappresentata per la prima volta un secolo fa. E’ ancora attuale?”

Luca Ferrini: “Ai tempi di Pirandello non c’era solo lui. C’erano altri autori, tra cui il più famoso era Rosso di San Secondo. E’ un autore noiosissimo. Non viene mai rappresentato perché di solito il pubblico non riesce a superare i venti minuti e cade in uno stato comatoso. Pirandello invece viene rappresentato e studiato. E’ attualissimo perché è l’unico scrittore che ha basato la sua opera non sulla sua epoca ma sull’essere umano. Nasce con gli albori della psicoterapia e l’essere umano sarà uguale per sempre. Cambierà il modo di vestirsi e quello che fuma. Il nostro Fifì non fuma i cigarillos dell’epoca ma la sigaretta elettronica e tra duemila anni fumeranno il raggio laser. Pirandello sarà uguale per sempre perché basa tutta la sua opera sul nostro sentire che sarà sempre lo stesso, perché siamo abituati a sentire le cose nello stesso modo.”

  • Intervista video di Andrea Simone
  • Si ringrazia Lia Chirici
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