Annig Raimondi e la sua compagnia presentano “Il ritratto di Dorian Gray ovvero la moda dell’eccesso”

Dorian Gray, un giovane di straordinaria bellezza, trasforma il culto della perfezione in una spirale narcisistica e autodistruttiva. Caduto sotto l’influenza di lord Henry, quando il suo amico pittore Basil dipinge un suo ritratto, Dorian lancia una fatale preghiera: mantenere per sempre intatta la sua giovinezza e la sua bellezza. L’esistenza di Dorian, intrisa di piaceri materiali e di sogni in contrasto con la realtà interiore, evolve in una catastrofe inevitabile, in cui la verità si svela attraverso una maschera atroce.

Annig Raimondi dà la sua versione di drammaturga e regista nel capolavoro di Oscar Wilde che vede protagonisti Francesco Errico, Anna Germani e Stefano Tirantello. Il ritratto di Dorian Gray ovvero la moda dell’eccesso è in scena al Pacta Salone di Milano dal 21 al 30 marzo.

La parola alla regista e ai protagonisti

“Perché, Annig, hai questa passione per la rivisitazione di romanzi famosi e commedie che hanno fatto la storia del teatro e della letteratura? Madame Bovary ne è un esempio…”

Annig Raimondi: “Perché mi raccontano qualcosa di oggi e mi piace anche trattare materie non scritte prettamente per il teatro. Quindi in questo caso erano necessari una drammaturgia e un adattamento. Il ritratto di Dorian Gray ci riporta al narcisismo moderno che impera.”

“Quanto siete rimasti fedeli al testo di Oscar Wilde? Mi spiego meglio: avete mantenuto l’ambientazione nella Londra vittoriana dell’Ottocento o avete cambiato epoca?”

Annig Raimondi “Non è prettamente nell’Inghilterra vittoriana, però c’è comunque un richiamo a quel bon ton, a quell’eleganza e a quella formalità che può restituire meglio la decadenza di un’anima: quella forma cioè che racchiude il maceramento o l’imbruttimento di una coscienza. Quindi è mantenuto in una stilizzazione che ci riporta in ogni caso all’oggi.”

“Come possono bellezza e giovinezza portate all’esasperazione diventare un rito insano?”

Francesco Errico: “Questo è un tema su cui ci siamo interrogati tutti. Io mi ricordavo poco il romanzo, ma mi sembrava che i personaggi fossero molto più anziani. Questo, per me da dentro, è stato curioso nella lavorazione e nella scoperta che Lord Henry e gli altri sono coetanei. Anche Dorian Gray non è così lontano come età dagli altri due. E’ stato un punto di partenza nel lavoro attoriale, se parliamo del tema della giovinezza.”

Stefano Tirantello: “La sfida è stata proprio quella di portarlo all’esasperazione. Il tempo che passa e il desiderio di non invecchiare sono temi che coinvolgono un po’ tutti. Come si fa ad accettarli? Dorian arriva a un punto in cui non ci riesce. Tutti lo esaltano per la sua bellezza ed è l’unica cosa che lui deve mantenere, quindi diventa un pallino che lo porterà alla sua fine.”

Anna Germani: “Certamente qui la bellezza diventa per Dorian la scoperta dell’apertura di mille porte, cosa che possiamo vedere anche nel mondo di oggi. La presenza di Internet e i social media stanno avendo un grande impatto sul modo in cui veniamo percepiti e su come vogliamo che gli altri ci percepiscano. Basta vedere l’aumento della chirurgia estetica sempre più diffuso e accentuato tra i più giovani. Riesco ad accorgermi della differenza tra i ragazzi che entrano in un mondo dei social molto forte che comanda e stabilisce quali siano i canoni. Ovviamente è molto raggiungibile da tutti quanti. Si cerca di allontanare sempre di più anche il pensiero della morte. Quindi c’è questa esagerazione nel voler fermare per forza il tempo.

“Quanti Dorian Gray ci sono nella società di oggi, secondo voi?“

Annig Raimondi: “Tantissimi! Quasi tutti sono dei Dorian Gray! E’ una malattia che dilaga perché siamo influenzati tutti quanti. E’ difficile rendersi liberi da tutte le imposizioni attraverso le immagini e i social. Infatti Lord Henry è una sorta di influencer ante litteram. Forgerà tutto: qui il bene è rappresentato dal pittore Basil e il male da Lord Henry. In mezzo ci sono la metamorfosi e la corruzione simboleggiate da Dorian Gray. Tutti però sono puniti in qualche modo; il male trionfa, ma la resa dei conti arriva per ognuno di loro.

  • Intervista video di Andrea Simone
  • Si ringrazia Giulia Colombo
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