Il “Romeo e Giulietta” di Antonio Syxty

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Romeo e Giulietta nella distopia del presente. L’amore di due giovani, che diventa l’amore di tutti i giovani di tutte le epoche passate, presenti e future, è destinato a naufragare per una cattiva sorte orchestrata dal mondo che li circonda. Se Romeo e Giulietta riescono a trovarsi nella ferocia della città di Verona, è perché si sentono estranei a una società che li vorrebbe l’uno complice di una mascolinità tossica e autodistruttiva, e l’altra poco più di una marionetta da offrire in matrimonio nella speranza di una scalata sociale.

Romeo e Giulietta di William Shakespeare è in scena al Teatro Leonardo di Milano dal 17 al 29 marzo. Diretto da Antonio Syxty, lo spettacolo vede protagonisti Gaetano Callegaro, Erika Cordisco, Pietro De Pascalis, Tommaso de Rienzo, Simone Di Scioscio, Lorenzo Falchi, Francesco Martucci, Filippo Renda, Daniele Santoro, Simone Severgnini e Debora Virello.

Intervista ad Antonio Syxty

Perché l’amore di Romeo e Giulietta diventa l’amore di tutti i giovani?

Questa è una nuova edizione dello spettacolo che è andato in scena lo scorso anno e casualmente sono stati sostituiti i due protagonisti che non hanno potuto fare lo spettacolo, quindi Romeo quest’anno è interpretato da Daniele Santoro e Giulietta da Erika Cordisco. Vedendo le prove e cambiando i protagonisti, si riaccende il concetto dell’amore tra i giovani, però non ti so dire perché è l’amore di tutti i giovani. In realtà, probabilmente è secondo me la possibilità o l’impossibilità che l’amore si realizzi fra gli esseri umani. Lo so che è un’assurdità, perché gli esseri umani si amano, si incontrano e poi si dividono, però in qualche modo è il concetto e l’idea dell’amore che diventa universale.

Ovviamente è installato in due giovani che sono al primo incontro, alle prime armi, soprattutto Giulietta. Romeo inizia lo spettacolo dicendo di innamorarsi di Rosalina che non lo corrisponde. Incontra Giulietta e si innamora di lei. Da lì nasce questo famoso testo che tutto sommato è stato un cavallo di battaglia del Romanticismo. In realtà, per Shakespeare è una forzatura e un’esperienza poetica contro il petrarchismo. E’ essenzialmente un testo di poesia.

Chi o che cosa sfidano Romeo e Giulietta?

Nella vicenda sfidano ovviamente il contrasto tra due famiglie che li vedrebbe nemici, quindi la possibilità di unirsi in matrimonio perché le famiglie sono divise e contrapposte. Trovano un terreno poco fertile perché è questo terreno poco fertile che stimola in qualche modo il loro desiderio d’amore. Non riesco a parlarne in una maniera romantica. Riesco ad affascinarmi e a innamorarmi del loro amore.

Come viene punita la loro ribellione?

La loro ribellione viene punita essenzialmente perché il personaggio di Giulietta è un personaggio rivoluzionario. Viene punita con la morte, ma non tanto una morte certa. In realtà è una gran confusione come succede sempre. La morte arriva per confusione, per casualità, perché il frate cerca di risolvere in un modo ma crea un misunderstanding. Le lettere non arrivano, quindi la casualità geometrica delle vicende fa sì che loro non riescano a incontrarsi nel momento in cui si dovrebbero incontrare per sposarsi e quindi si rincontrino poi nella cripta, nel cimitero. Lui crede lei morta e lei alla fine, quando si sveglia, lo vede. Lui si uccide e lei lo vede morto. Nella realtà dei fatti si pugnala.

Penso che la fine della vicenda sia anche dovuta al fatto che il personaggio è così rivoluzionario perché una ragazzina non poteva andare contro le convenzioni sia familiari che sociali dell’epoca, quindi Shakespeare l’ha fatta finire male. Potevano fuggire, andare in un’altra città, sposarsi ma in realtà poi annegano nell’indifferenza degli adulti, nella poca capacità degli adulti di capire cosa sta succedendo agli esseri umani. Ci sono degli adulti che non capiscono cosa stanno facendo e così nascono le tragedie.

Quanto è rivoluzionaria la figura di Giulietta?

Giulietta è rivoluzionaria nel senso che nella lingua inglese, nella traduzione che ha fatto Carmen Gallo uscita per la BUR nel 2023, lei ha voluto rispolverare un infolio importante e ritradurlo, affermando proprio che il linguaggio poetico di Giulietta è sopra tutti gli altri. Romeo in inglese non parla come Giulietta nel testo. Quando incontra Giulietta, il suo linguaggio cambia, quindi anche lui si eleva al livello di Giulietta.

Giulietta è rivoluzionaria perché in qualche modo non accetta l’ingiustizia. Quindi se una donna non accetta l’ingiustizia, si ribella e nel ribellarsi, purtroppo, il mondo che la circonda la opprimerà. Questa è la verità dei fatti, quindi secondo me è rivoluzionaria in questo senso come tutte le donne oggi hanno la possibilità di essere rivoluzionarie. Se ci fossero loro a capo dei governi, probabilmente non succederebbe quello che succede. Quindi alla fine la rivoluzione potrebbe essere messa in atto sempre e comunque, se il mondo maschile desse la possibilità alle donne di esprimersi.

  • Intervista e podcast di Andrea Simone
  • Si ringrazia Alessandra Paoli
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