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In the Deep è la storia di una donna, che poi è la storia di tutti, che per trovare la sua strada ha dovuto camminare al buio, che per diventare grande è tornata ad essere bambina, che per imparare a nuotare si è decisa a spingersi in profondità, più in là, dove non si tocca. È la storia di un’anima al buio, ad un passo dalla luce.
In the Deep è in scena all’EcoTeatro di Milano dal 4 al 13 aprile. Ne è unica protagonista, direttamente dalla trasmissione del sabato sera di Rai Uno Ballando con le stelle, Veera Kinnunen, che a seconda delle serate, sarà affiancata sul palco da altri tre ballerini: Maykel Fonts, Pasquale La Rocca e Samuel Peron.
Intervista a Veera Kinnunen
Che storia ci racconta questo spettacolo?
La storia che racconta In the Deep è quella di tutti quanti. Sicuramente c’è un pezzo della mia e di quella della scrittrice dello spettacolo Chiara Menichetti, ma è la storia di tutti noi. In un momento di crisi di sicuro capitato a tutti noi, per ritrovare la luce, bisogna a volte scendere proprio nel profondo del buio e vivere in quel contesto per poter poi risalire.
Perché lei parla di un’anima al buio?
Secondo me ognuno di noi ha attraversato dei momenti oscuri. Io non mi ritengo un’anima buia, anzi! Sono una persona fondamentalmente positiva, però ho passato dei momenti difficili e bisogna saperci convivere.
Quali musiche ha scelto per il suo spettacolo?
Adoro questa domanda! Queste sono le musiche della mia vita: sono canzoni che ho in una playlist da quindici anni, quindi ognuno dei brani dello spettacolo ha un racconto personale nella mia vita. Ci sono due pezzi di Leonard Cohen, uno dei quali è If you want it darker, e poi ho delle canzoni di Aretha Franklin. Ho messo le cantanti e i cantanti preferiti del cuore.
A ottobre tornerà a Ballando con le stelle e in caso di risposta affermativa, cosa si aspetta dalla prossima stagione?
Lo spero, ancora non si sa, è presto per dirlo perché il cast si farà ad agosto-settembre. Mi aspetto una stagione creativa. Sento che ho tanto da dare a livello creativo e coreografico, quindi spero di poter fare questo.
- Intervista e podcast di Andrea Simone
- Si ringrazia Alex Berindei
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