Le canzoni e la vita di Corrado d’Elia

La canzone italiana abbandona la melodia per farsi puro dramma. Fino al 17 maggio, il Teatro Leonardo di Milano ospita Canzoni, la vita, il nuovo viaggio emotivo firmato e interpretato da Corrado d’Elia.

Lontano dal format del concerto, lo spettacolo trasforma i grandi testi della nostra tradizione in monologhi teatrali dalla straordinaria tensione scenica. Tra classici reinterpretati e frammenti inediti — dalle confessioni intime alle nuove ballate — Corrado d’Elia mette a nudo la parola d’autore, fondendo il racconto personale con la forza del palcoscenico. Un’occasione per riscoprire il nostro patrimonio musicale in una veste inedita e profondamente teatrale.

La parola a Corrado d’Elia

Quali sono le tue canzoni del cuore?

Che bella questa cosa! Sono quelle che porto nello spettacolo, nel senso che racconto, come sempre nei miei album, la mia vita. Quindi, oltre a portare parti, episodi e cose che mi sono successe, nel frattempo parlo anche delle canzoni di quel periodo, di quello che succede e dei pezzi che ho nel cuore. Ognuno di noi ha dei brani che hanno fatto la loro vita. Sono come dei fermagli: fermano il tempo e i sentimenti. Ogni tanto ritornano e ci fanno ricordare una determinata cosa. Il senso dello spettacolo è anche questo. Inoltre, quando togliamo le parole alle canzoni, i brani diventano poesia e letteratura popolare. Questo è molto interessante.

Questo spettacolo è anche un viaggio nella storia d’Italia?

Credo di no, nel senso che fotografa il mio periodo. E’ vero che abbiamo ascoltato 1500 canzoni, che abbiamo fatto una sorta di sondaggio e ricevuto dal pubblico tantissime canzoni. Ci sono tre momenti in cui le abbiamo scelte insieme. Però alla fine io racconto un po’ i miei anni, da quando ho cominciato a capire e sentire la musica; più o meno dal liceo fino a oggi, togliendo tutta la parte di musica classica che io amo.

La musica ha un punto di vantaggio rispetto alla letteratura: non ha bisogno di essere tradotta. Sei d’accordo con quest’affermazione?

Sì, assolutamente. L’esperimento sta proprio in questo: se noi togliamo la musica che è l’involucro, la crisalide diventa farfalla. Ci sono parole che non si possono non percepire completamente se non senza ritmo e senza musica. Dopo si possono rimettere insieme. Questo passaggio è molto interessante.

C’è qualcosa che accomuna tutte le canzoni di cui parli nello spettacolo?

No, a parte il fatto che sono quasi tutte degli ultimi quarant’anni. Le canzoni sono come un bouquet con dei fiori diversi tra di loro ma che stanno molto bene insieme. Io penso che sia uno spettacolo molto gradevole. Ogni volta che lo faccio e anche adesso che sono in prova, mi piace tantissimo. Non vedo l’ora di abbracciarvi.

  • Intervista video di Andrea Simone
  • Si ringrazia Alessandra Paoli
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