“LE BAL”: STORIA DEL BALLO DAGLI ANNI ’40 AD OGGI

Un fortunato format francese di Jean-Claude Penchenat con il quale si racconta la storia del nostro Paese dall’inizio della Seconda Guerra Mondiale al crollo delle Torri Gemelle. Due momenti drammatici che segnano l’inizio e la fine di un lungo periodo, narrato abilmente attraverso le più belle canzoni che hanno caratterizzato la vita e il costume della società. Le Bal è in scena al Teatro Menotti di Milano fino al 4 novembre.

Lo spettacolo è di Giancarlo Fares e le coreografie di Ilaria Amaldi. Ne sono protagonisti lo stesso Giancarlo Fares, Sara Valerio, Alessandra Allegrini, Riccardo Averaimo, Alberta Cipriani, Manuel D’Amario, Vittoria Galli, Alessandro Greco, Alice Iacono, Lorenzo Grilli, Davide Mattei, Matteo Milani, Pierfrancesco Perrucci, Maya Quattrini, Patrizia Scilla e Viviana Simone.

La parola a Giancarlo Fares

“Il ballo racconta degli accadimenti drammatici come la Seconda Guerra Mondiale o il crollo delle Torri Gemelle sdrammatizzandoli?”

“Assolutamente sì. E’ uno spettacolo molto leggero e senza parole, come hai anticipato tu. E’ un format internazionale che viene fatto in tutto il mondo, tratto da una commedia francese che fu fatta negli anni ’80. Abbiamo un’edizione che è la prima nel mondo e che arriva nel 2001, con l’autorizzazione dell’autore. Attraverso il ballo  – ma ci tengo a sottolineare che siamo tutti attori, nessuno di noi è ballerino – raccontiamo gli eventi storici dal 1940 al 2001, che per l’Italia sono anche drammatici, cercando di raccontarli con ironia e leggerezza.”

“In che modo la musica si fa qui drammaturgia?”

“Delle volte si fa drammaturgia attraverso il linguaggio e delle volte è di supporto al movimento scenico che fanno gli attori. Non è esclusivamente ballo, ma è proprio azione fisica e attoriale.”

“Quali sono le musiche che avete scelto per lo spettacolo?”

“Sono musiche cronologiche che partono dal 1938 e arrivano fino al 2001 con i capostipiti: Adriano Celentano, Mina, Domenico Modugno, Franco Battiato. Ci sono anche nomi meno noti. Poi ci sono delle chicche: c’è Vittorio De Sica negli anni della guerra e c’è un oriundo che si chiama Daniele Serra, che pochi conoscono e che era una sorta di cantante futurista molto bravo.”

“Al cinema Ettore Scola ha fatto una trasposizione dell’opera di Penchenat con il film Ballando ballando. Secondo lei è un’opera che funziona meglio in teatro o al cinema?”

“Nasce per il teatro. Il film di Scola vinse numerosi premi e fu un grande film. Però nasce in teatro e in Francia l’edizione francese è stata in cartellone per anni. Tutta Europa è andata a vederla. Chi l’ha vista ne racconta cose meravigliose. Gli attori del film di Scola fanno parte della compagnia di Penchenat. C’è anche lo stesso Penchenat nel film.”

(intervista e riprese video di Andrea Simone)