L’imperdibile stagione del Teatro Carcano

Da Paolo Ruffini ad Ambra Angiolini; da Mariangela D’Abbraccio a Iaia Forte; da Lunetta Savino a Gioele Dix. Sono tanti e prestigiosi i nomi di Voto di Vastità, la stagione 2026-2027 che prenderà il via al Teatro Carcano in autunno.

Ad aprire le danze saranno Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi il 3 ottobre con Francesco, spettacolo dedicato al santo patrono d’Italia. Il testimone passa poi alla padrona di casa e direttrice artistica del Teatro Carcano Lella Costa, che ripropone Questioni di cuore, spettacolo tratto dall’omonimo libro di Natalia Aspesi. A ottobre Lella Costa sarà presente con altri due spettacoli, Intelletto d’amore e Patria oh patria.

Dal 29 ottobre al 15 novembre ci sarà un grande classico di Antoine de Saint Exupery, Il piccolo principe, che vedrà protagonista Paolo Ruffini. Il 17 novembre la palla passa ad Ambra Angiolini con La misteriosa scomparsa di W.

Il Teatro Carcano è sempre stato molto attento anche alle tematiche sociali. Non potevano quindi mancare spettacoli dedicati alla violenza di genere che saranno allestiti nella giornata contro la violenza sulle donne. Ecco quindi tornare in scena Lella Costa con Viola Marietti, Rita Pelusio e Beatrice Schiros che porteranno I monologhi della vagina di Eve Ensler. Un viaggio nella mente di un femminicida viene intrapreso da Alessio Boni e Omar Pedrini con Uomini si diventa. Non manca poi un omaggio a Michela Murgia, la celebre scrittrice scomparsa nell’agosto 2023: Antonella Questa e Valentina Melis proporranno Stai zitta!

Un grande classico di Edward Albee è di scena dal 2 al 6 novembre: si tratta di Chi ha paura di Virginia Woolf con Mariangela D’Abbraccio. Iaia Forte propone dal 10 al 13 dicembre Il viale del tramonto. C’è poi spazio per la letteratura e l’arte partecipata, con Riccardo Pedicone che porta C’è chi dice no – Renzo, Lucia e i giovani.

Gioele Dix festeggerà con il pubblico l’arrivo del 2027 con il suo Late Night Show. La prosa del nuovo anno si apre con Lunetta Savino in Madre Courage e i suoi figli, per poi lasciare spazio dal 19 al 24 gennaio a Elisabetta Pozzi, che sarà impegnata in Network – Quinto Potere. Dal 26 al 31 gennaio sarà al volta di Giorgio Pasotti e Giacomo Giorgio, protagonista di Mare fuori, che allestiranno un grande classico del filone shakespeariano: Otello.

Febbraio si apre con Elena Sofia Ricci e Arturo Cirillo che proporranno Le false confidenze di Pierre De Marivaux. Dal 10 al 14 febbraio tocca ad Alessandro Gassmann che dirige Stato contro Nolan, mentre dal 16 al 21 febbraio arriverà Rocco Papaleo con Scheda bianca. A chiudere il mese sarà Ugo Dighero, che proporrà al pubblico Tre variazioni della vita.

E’ di scena (e di casa) a marzo l’altra direttrice artistica del Teatro Carcano Serena Sinigaglia con un grande classico della tradizione greca: Eumenidi, ispirato all’opera di Eschilo. Il 18 marzo sarà il turno di Anna Bonaiuto con Too late. Dal 2 al 4 aprile torna Silvia Gallerano con Cristian Ceresoli che allestiranno La Rivolta della Gioia, per poi cedere il posto l’8 aprile a Pamela Villoresi con Elettra 1944. Il 13 arrivano Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatteri con Le nostre donne di Eric Assous, diretto da Alberto Giusta. Spazio anche per la commedia con Rumori fuori scena di Michael Frayn con la traduzione di Filippo Ottoni.

Maggio vede il ritorno della tradizione dell’Antica Grecia, con Lella Costa che ripropone Lisistrata di Aristofane con la regia di Serena Sinigaglia. Importante sottolineare anche la presenza del musical con Il ragazzo dai pantaloni rosa che prevede lo stesso cast del film. La stagione si chiude il 28 e il 29 maggio con Chi vuole essere Don Chisciotte, diretto da Davide Iacobone, uno spettacolo che vuole essere un riflesso dell’uomo contemporaneo per rappresentare il doloroso attrito tra il desiderio di pace in un mondo borghese.

“Ci sono nuovi frequentatori del Teatro Carcano che portano delle riflessioni che il pubblico fa proprie” – dice l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi. “Il teatro porta con sé pensieri profondi e c’è una bellissima osmosi tra il Teatro Carcano e il teatro al Castello Sforzesco, dove nell’estate 2026 saranno presenti ben tre spettacoli.”

Secondo Serena Sinigaglia, c’è bisogno di resistere alla tentazione delle parole strillate. La stagione, Voto di vastità, è dedicata proprio al fondamento della democrazia. “Sento il bisogno” – spiega Sinigaglia – “di proseguire la collaborazione con gli artisti. Ho sentito l’esigenza di affrontare una nuova avventura nell’universo femminile e negli archetipi di cui siamo figli. E’ quindi arrivato Eumenidi.”

Lella Costa parla poi degli spettacoli che la vedono protagonista, ben tre solo nel mese di ottobre: “Uno è Questioni di cuore, che è una piccola idea rispetto a una cosa grandiosa che Natalia Aspesi si è inventata tanti anni fa e che continua a essere un punto di riferimento. E’ una selezione delle lettere e delle risposte di Natalia, che spesso sono davvero folgoranti. Altrettanto spesso fanno veramente ridere; a volte, inaspettatamente ti colpiscono al cuore. L’idea di questa piccola messinscena si avvaleva anche di piccolissime citazioni musicali con la voce di Ornella Vanoni. Ancora una volta “l’essenziale è invisibile agli occhi”. Poi c’è un altro spettacolo che io amo moltissimo, Intelletto d’amore – Dante e le donne, fatto con Gabriele Vacis. Alcune sono quelle citate nella commedia. Una è sicuramente Beatrice che, in quest’intuizione bellissima che ha avuto Vacis, in realtà è il primo amore per tutte e per tutti. E’ la bambina di cui si innamora Dante a 9 anni ed è quella fissata per l’eternità. Il vero divertimento sta però nel portare in scena Gemma Donati, la vera moglie di Dante di cui nessuno si ricorda, perché sostengo che hanno scritto insieme La Divina Commedia e che non l’ha scritta tutta lui. L’ultimo appuntamento è una cosa molto più recente, che si chiama Patria oh patria e nasce dalla necessità di ragionare su un tema e su una parola che per molto tempo sembrava scomparsa dai nostri orizzonti di uso quotidiano e che invece è tornata prepotentemente. Ci sono una serie di versioni e intuizioni sul tema patria e sugli inni nazionali. A questo si è aggiunto un meraviglioso contributo musicale. Quindi io sarò in scena con un bandoneon e una chitarra. Sarà molto bello. Saranno spettacoli piccoli, agili, che vanno bene per ottobre per prendere la consuetudine e il ritmo del teatro.”

Andrea Simone

  • Si ringrazia Cristiana Ferrari