Liliana Segre sta per chiudere la lunga stagione della sua testimonianza, in giro nelle scuole. Manca poco alla cerimonia pubblica che si terrà presso la Cittadella della Pace, in un piccolo borgo vicino ad Arezzo: ci saranno le istituzioni, una folla di giornalisti, telecamere, i rappresentanti delle istituzioni e soprattutto tante ragazze e ragazzi. È lì che ha scelto di parlare per l’ultima volta ai giovani, archiviare i suoi ricordi e affidare a loro il suo testamento ideale. In questa lunga notte dovrà dire addio alla bambina che era, quella bambina di otto anni espulsa dalla scuola, a causa delle leggi razziali, che si è portata dentro e ha raccontato in trent’anni di testimonianza.
Io ricordo, ispirato alla vita di Liliana Segre, è in scena al Teatro Litta di Milano dal 24 al 27 gennaio. Lo spettacolo nasce da un progetto di Manuel Ferreira ed Elena Lolli, che ne è anche protagonista in scena diretta da Claudio Orlandini.
Quattro domande a Claudio Orlandini ed Elena Lolli
Che cosa vuole trasmettere Liliana Segre ai giovani?
Elena Lolli: I giovani per Liliana sono i testimoni cui lei consegna la sua memoria e il racconto del tempo che lei ha vissuto. Quel tempo in cui ha visto l’odio crescere, quindi questa è la memoria che lei consegna ai giovani, affinché loro siano vigili e curiosi rispetto a quello che accade nel mondo. Lei vuole che siano forti e coraggiosi. E’ un grande messaggio di fiducia e di consegna. E’ un passaggio di testimone.
Perché nello spettacolo deve dire addio alla bambina che era?
Claudio Orlandini: Perché la bambina che era è una bambina che in qualche modo spinge al ricordo di un certo dolore e a un certo punto della vita forse lei è un po’ stanca di ascoltarla, perché parla ai giovani per ricordare quell’attimo terribile della sua vita. Infatti ci sono dei momenti nello spettacolo in cui dice chiaramente: ma perché sei qui a spingermi a ricordare ancora una volta? Noi lo mettiamo nello spettacolo. Parliamo di questa bambina e mettiamo in relazione lineare la sua gentilezza di novantenne a qualcosa che invece vuole abbandonare come sofferenza in un momento della sua vita.
Che tipo di nuova stagione della vita si è aperto per Liliana Segre?
Elena Lolli: Per Liliana Segre si sono aperte tante stagioni della vita: quella di madre, nonna, attivista, senatrice, testimone. Bisognerebbe chiederle quale sia l’ultima, però sappiamo che lei è impegnatissima, che lavora tantissimo oggi che ha smesso di girare nelle scuole e nelle università. Ha smesso di parlare pubblicamente ma è ancora impegnata nel suo ruolo di senatrice a vita.
Liliana Segre ha visto il vostro spettacolo?
Elena Lolli: Personalmente lei no anche se sa che lo abbiamo fatto. Il figlio primogenito è invece venuto.
Claudio Orlandini: E’ successa una cosa veramente straordinaria: alla fine dello spettacolo, durante gli applausi, si è fiondato sul palcoscenico per abbracciare Elena. Se lo ricordano anche gli spettatori che mi scrivono. E’ stato veramente un momento emozionante. Si è riconosciuto molto nello spettacolo.
- Intervista video di Andrea Simone
- Si ringrazia Alessandra Paoli
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