Massimiliano Gallo è “Malinconico – Moderatamente felice”

Un progetto teatrale che nasce dall’idea di portare sulla viva scena del palco la voce (e il corpo) narrante di un personaggio letterario, e successivamente televisivo, che negli anni ha conquistato un vasto pubblico di lettori e di spettatori. Vincenzo Malinconico, l’avvocato d’insuccesso dalla carriera sgangherata e dalla vita sentimentale instabile (e forse proprio per questo gradita a un pubblico che non ama identificarsi con i vincenti, in fondo prevedibili e noiosi), affida il racconto delle sue storie — ma soprattutto del suo inciampare nelle complicazioni della vita comuni a noi tutti — alla macchina attoriale di un interprete capace come pochi di assimilare e rendere l’intima essenza di un personaggio letterario.

Malinconico – Moderatamente felice è in scena al Teatro Manzoni di Milano fino all’8 marzo. Lo spettacolo, scritto da Diego De Silva e Massimiliano Gallo che ne è anche regista, vede protagonista lo stesso Massimiliano Gallo. Nel cast anche Biagio Musella, Eleonora Russo, Diego D’Elia, Greta Esposito e Manuel Mazia.

Parla Massimiliano Gallo

Chi è veramente Vincenzo Malinconico?

E’ un non vincente per scelta, è uno che non vuole partecipare alla gara della vita, è una persona onesta, è uno che agisce perché ha una grande empatia verso il prossimo. Quindi agisce di pancia e di cuore. E’ uno interessato all’amore, vuole ancora vivere l’amore in modo immaturo, vuole sentire ancora le farfalle nello stomaco. Quindi è tutto, è tanta roba. Ci sono pure delle canzoni originali scritte appositamente da Giò Barbieri. E’ uno spettacolo che sta avendo un enorme successo, probabilmente perché è rassicurante, nel senso che il fatto che sia così fallace ci fa sentire un po’ meglio rispetto agli insuccessi della vita.

Quanto senso dell’umorismo ci ha messo Massimiliano Gallo nel tratteggiare la personalità di Vincenzo Malinconico?

Tutto quello che avevo. E’ comunque anche un modo interessante di vedere la vita, nel senso che non si prende mai troppo sul serio. Un po’ lo faccio pure io, quindi ci ho messo tutto quello che credevo possibile rispetto alla comicità e all’umorismo, ma proprio come occhio rispetto alla società.

Come si rapporta Vincenzo Malinconico al mondo che lo circonda?

Male, perché agisce d’inerzia. Si muove perché le cose accadono intorno a lui. Non si trova bene in questo mondo, è continuamente infelice, quindi il “moderatamente felice” del sottotitolo è già la massima aspirazione di Malinconico.

Che tipo di monologo intrattiene Vincenzo Malinconico con il pubblico?

Non è un monologo, a parte i suoi pensieri folli. Quindi ci sono le proiezioni sulla parete che diventa ologarza che rappresentano le proiezioni del suo amore ideale. Abbiamo poi Biagio Musella, che interpreta il mio angelo custode, il mio assistente quando siamo in tribunale, e Chanel, una donna che viene a chiedere una causa impossibile a Malinconico. Manuel Mazia è il barista abusivo del tribunale. Eleonora Russo è la mia trombamica, nel senso che siamo amici ma ci divertiamo insieme. Però è fidanzata. Greta Esposito è mia figlia avuta dalla mia ex moglie, con un padre che se n’è andato quando ha saputo come voleva chiamare la figlia. Diego D’Elia interpreta invece un giudice, un poliziotto, un personaggio del caffè della tresca del locale e Adam che viene a chiedere un’altra causa impossibile.

  • Intervista video di Andrea Simone
  • Foto in evidenza di Manuela Giusto
  • Si ringrazia Manola Sansalone
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