Matteo Vacca, “Il letto ovale”

Gag esilaranti, doppi sensi e situazioni paradossali! Cosa faremmo se un amico ci chiedesse la casa in prestito per una serata di fuoco con l’amante? Di sicuro saremmo combattuti tra l’imbarazzo e un senso quasi cameratesco di amicizia. Se però la migliore amica di nostra moglie facesse la stessa cosa con un’amica, la situazione sarebbe davvero esplosiva e il disastro assicurato!

Il letto ovale di Ray Cooney e John Chapman è in scena fino al 7 gennaio al Teatro Martinitt di Milano con l’adattamento e la regia di Matteo Vacca, che ne è anche protagonista con Martina Zuccarello, Claudia Ferri, Elisa Pazi, Eleonora Santini, Walter Del Greco, Erich Bastianelli, Floriana Corlito e Alessandro Bevilacqua.

Intervista a Matteo Vacca

Senza svelare troppo, siamo di fronte a una commedia degli equivoci che più degli equivoci non potrebbe essere?

Assolutamente sì ed è molto divertente! Tutto nasce da una lettera d’amore tra un amante e la futura amante dell’autore della missiva, che però finisce in un giro di mani sbagliate. Quindi alcune coppie pensano di essere tradite, ma in realtà non è così. Questi scambi danno naturalmente vita a un tourbillon di situazioni inestricabili. Ci si diverte molto, perché su questo filone centrale si innesta anche un altro elemento professionale che determina equivoci su equivoci, perché una famosa autrice, puritana, decisa e fissata con il perbenismo, decide di cambiare editore e finisce nella casa dove avviene il precedente macello di cui abbiamo appena parlato… E’ una trama molto intricata!

Parliamo di te: si dice che un attore non possa essere credibile se non gli piace il personaggio che interpreta. A te cosa piace del tuo?

Essendo io la vittima di questo primo ipotetico tradimento, mi piace il fatto che si trova al centro di questa situazione di scambi di persona. Cerca così di scoprire chi è l’amante della moglie e di recuperare la sua storia d’amore. Mi piace perché è ingenuo e una persona perbene, che però, alle prese con questa nuova dinamica, deve inventarsi qualcos’altro.

Tu sei anche e soprattutto autore e regista dei tuoi spettacoli. Preferisci dirigere gli attori o recitare?

L’emozione che ti dà stare sul palco e recitare non te la dà nient’altro, questo è poco ma sicuro! Però mi piace moltissimo la regia, mi diverte davvero tanto! Amo lavorare con gli attori e provare a tirare fuori qualcosa da ognuno di loro o anche semplicemente esaltare alcune caratteristiche che funzionano e che gli artisti non sono consapevoli di avere. Mi piace poi avere quell’intuizione nel montaggio di uno spettacolo che possa un po’ colpire il pubblico. Se un regista riesce a realizzare questi due aspetti, secondo me ha fatto già un buon lavoro.

E’ una mia opinione personale, che però credo sia condivisa da molti: tu sei soprattutto un attore comico e vedendoti recitare, mi hai spesso ricordato il Woody Allen miglior caratterista nei suoi film. Ti piacerebbe confrontarti anche con ruoli drammatici?

Ne ho fatti e mi piacciono molto. Certo, l’effetto che arriva dalla risposta di una risata scatenata da un applauso in platea è davvero tanta roba! E’ però altrettanto paragonabile con la tensione di una scena drammatica o di uno spettacolo serio di denuncia. Durante quel tipo di concentrazione, persino un piccolo colpo di tosse nel silenzio più totale viene percepito e ha un peso diverso. Lo si avverte alla fine, quando arriva un bell’applauso liberatorio di soddisfazione finale. Le due cose si equivalgono; però propendo per la comicità, anche perché far ridere è più difficile che far piangere. Inoltre, non tutti gli attori possiedono i famosi tempi comici e con il dramma scatta un’empatia a volte più immediata.

La sera di San Silvestro alla fine dello spettacolo darete il benvenuto al nuovo anno brindando in platea con gli spettatori. Quali sono i progetti di Matteo Vacca per il 2024?

Stiamo lavorando bene con il Teatro Martinitt. Quindi, dal 18 al 28 gennaio tornerò a Milano con un altro spettacolo: Banda disarmata, con Alessandro Tirocchi e Maurizio Paniconi, una commedia molto poetica e divertente che farà riflettere e ridere in maniera anche amara. Poi ho un nuovo progetto: Funny Money di Ray Cooney, una nuova produzione con cui andremo in scena tra aprile e maggio a Roma, Firenze e Reggio Emilia. Chissà, magari riusciamo a portarla anche al Teatro Martinitt di Milano! Per il momento buon anno a tutti!

  • Intervista di Andrea Simone
  • Si ringrazia Lia Chirici
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