“MILES GLORIOSUS”: IL DRAMMA DELL’URANIO IMPOVERITO

Una storia di misteri, di morti e di colpe, di malati, tribunali e assurdità. Ma proprio per questo, chi meglio di due cialtroni può raccontarla? L’ironia più feroce e il dramma della cronaca vera sono gli elementi intrecciati in questo spettacolo che di storie ne racconta due: da una parte quella dei soldati vittime dell’uranio impoverito di ritorno dalle “missioni di pace” negli anni Novanta, lontani dal clamore retorico del patriottismo nostrano; dall’altra parte, la storia, farsesca ed esilarante, di due teatranti sciamannati, Mimmo e Pasquale, che cercano idee per il loro nuovo spettacolo.

Miles Gloriosus è in scena al Teatro della Cooperativa di Milano dal 14 al 24 febbraio. Lo spettacolo vede protagonisti Antonello Taurino, anche regista e autore del testo, e Orazio Attanasio, che ha firmato anche le musiche di scena.

4 domande ad Antonello Taurino

“La vicenda dell’uranio impoverito è una triste pagina di cronaca ed esteri di cui i media non si sono sempre occupati moltissimo. Vogliamo ricordare brevemente cos’è successo?”

“Negli anni ’90 l’esercito americano cominciò a usare i proiettili all’uranio impoverito per una questione di smaltimento rifiuti internazionali a livello geopolitico: è quello che viene fuori dalla lavorazione dell’uranio per le centrali, quindi viene messo davanti al penetratore di una testata e in un triplo risultato permette di eliminare le scorie dal proprio Paese, perché gli americani solitamente fanno le guerre all’estero e dunque i proiettili vanno all’estero. Questi proiettili hanno un potere penetrante straordinario, che permette di vincere le guerre più velocemente, e soprattutto spostano i morti dove l’attenzione dei media è più lontana.

Nella Guerra del Golfo ci sono stati pochissimi militari americani morti per la potenza di questi armamenti, ma in seguito si sono verificati numerosissimi casi di tumori. Già da prima si sapeva che era sconsigliato l’uso dell’uranio. Gli americani seppero e capirono dopo 600.000 malati che l’uranio era dannoso, quindi avvisarono tutti gli alleati Nato di coprire i propri soldati. Nelle guerre successive i soldati americani saranno vestiti come marziani e coperti, gli italiani invece no. Da qui derivano i tumori dei soldati italiani. Questo però non riguarda solo la Guerra del Golfo, ma anche quella in Bosnia, in Kosovo e in Afghanistan. Nonostante tutto, in Siria fino a pochi mesi fa hanno ancora usato uranio impoverito.”

“Com’è possibile in uno spettacolo come il vostro unire l’ironia più feroce al dramma della cronaca vera?”

“Noi ci siamo ispirati un po’ a Don Chisciotte e Sancho Panza e a come Don Chisciotte saluta il romanzo cortese con un’umana e ironica accondiscendenza. Abbiamo scelto di salutare il teatro civile, la cui stagione forse si è conclusa, ma vogliamo sottolineare il gran bisogno di farlo che c’è. Quindi la storia è quella di due teatranti sciammanatissimi.”

“Infatti ti volevo proprio chiedere che cosa fanno esattamente Mimmo e Pasquale.”

“Mimmo e Pasquale sono due teatranti disperati che cercano idee per il loro spettacolo. Però le idee per le tragedie nel teatro italiano se l’è già fottute tutte Marco Paolini. Quindi trovano libero il dramma dell’uranio impoverito, ma loro sono i più disperati, quindi i loro siparietti sono quelli di due artisti che si arrabattano con dei lavoretti. Messi davanti a questa cosa, si trovano di fronte a dei segreti di Stato in cui era coinvolto addirittura Mattarella.”

“Sembra che mi leggi nel pensiero. Volevo proprio chiederti quali sono le responsabilità dell’allora ministro della Difesa Sergio Mattarella.”

“E’ acclarato dalle carte che c’è stata un’oggettiva sottostima del rischio. Il 27 settembre 2000 Mattarella dice che l’uranio in Bosnia non è stato usato, poi il 21 dicembre ritratta tutto e dice che è stato usato ma che gliel’hanno detto solo il giorno prima della sua ammissione perché lo ha chiesto lui. Il 22 dicembre la Nato dichiara di avere ammesso l’esistenza dell’uranio impoverito per sei anni, che le prove sono nelle carte e nei video e che quindi bisognava coprire i soldati italiani. Perché non sono stati coperti? Noi cerchiamo di spiegarlo nel nostro spettacolo. Però vediamo due teatranti sciammanatissimi quasi alle prese con il vilipendio a quello che oggi è il capo dello Stato e che allora era il ministro della Difesa.

Questi due cialtroni vengono messi di fronte a problematiche estremamente grandi, quindi il siparietto è quello. Poi, in realtà, Mattarella fa una gran bella figura dal punto di vista umano, perché forse gli apparati ministeriali a quel livello sono forse più potenti del ministro. Con delle circolari risultate poi un po’ blande, Mattarella ha provato a dire ai soldati italiani di coprirsi e di non alzare polvere. Quindi umanamente ne esce bene, perché aveva capito che sotto c’era qualcosa di grosso, però quello che poteva fare era oggettivamente ben poco.”

  • Intervista di Andrea Simone
  • Si ringrazia Bianca Villa per la gentile collaborazione